Sicurezza
Scontri durante il comizio di Salvini, chiesto il processo
Per nove antagonisti pisani c’è la richiesta di rinvio a giudizio per le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale
PISA. Per i nove antagonisti denunciati in seguito ai tafferugli avvenuti durante un comizio a Pisa del leader della Lega, Matteo Salvini, c’è la richiesta di rinvio a giudizio per i reati di resistenza e di violenza a pubblico ufficiale.
Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Laghezza avrebbe dovuto decidere in merito alla richiesta formulata dal pm Flavia Alemi. Ma l’udienza non si è tenuta a causa di un problema con le notifiche.
Approda in tribunale la vicenda dei disordini avvenuta nel febbraio dello scorso anno. Ma fin dall’inizio era stato abbastanza chiaro che i protagonisti dei tafferugli sarebbero stati identificati grazie anche alle immagini girate dal personale della Digos durante le cariche in Corso Italia e in via Mazzini. Alcuni die giovani cpinvolti erano stati portati in questura, identificati e denunciati dopo essere venuti a contatto con la polizia durante gli scontri. Gli altri sono stati individuati in seguito. Sull’asfalto erano rimaste pietre e bottiglie rotte, lanciate dall’interno del nucleo di dimostranti fermato in via Mazzini.
Erano stati sequestrati anche alcuni bastoni che, per la questura, erano stati fatti passare come aste per gli striscioni.
I filmati dovevano servire a chiarire la responsabilità della bomba-carta esplosa durante i disordini. A tutti i nove denunciati per questi fatti la questura contesta la resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Nel gruppo le posizioni per altri reati divergono, stando a quanto si è appreso. C’è chi deve difendersi dall’accusa di lancio di oggetti atti ad offendere e chi dovrà rispondere di travisamento.
Da quanto si è appreso tutti i denunciati, nel gruppo ci sono anche alcune donne, gravitano nei centri sociali Mala Servanen Jin Occupata e Newroz e il collettivo universitario Exploit.
È l’area antagonista pisana che, nel caso specifico, pochi giorni prima del voto per le politiche decise di manifestare il proprio dissenso alla presenza in città del leader leghista. Il corteo dei manifestanti non arrivò mai in contatto con i partecipanti al comizio, organizzato in piazza Vittorio Emanuele. Ma alcuni componenti del gruppo di manifestanti entrarono in contatto con gli agenti del cordone di sicurezza messo a protezione del comizio.
Tutti i denunciati sono difesi dall’avvocato Tiziano Checcoli. Ma ieri mattina, come abbiamo detto, l’udienza preliminare non c’è stata anche se le parti erano pronte per il processo. Ci sono stati più errori nelle notifiche e di conseguenza non era possibile aprire l’udienza. Non restava dunque, come spesso succede, che mettere in calendario un’altra udienza. –
S. C.
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