Il Tirreno

Pisa

Qui Mezzogiorno Squadra che vince si può anche (un po’) cambiare

Daniele Benvenuti
Qui Mezzogiorno Squadra che vince si può anche (un po’) cambiare

Tante le novità e, negli ultimi mesi, le contestazioni Ma ora c’è da lottare sul carrello e la Parte guarda avanti

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La vittoria nell’edizione 2018 del Gioco del Ponte grazie ad una strepitosa Nazionale, non ha portato fortuna a Mezzogiorno che ha avuto contraccolpi negativi. Un lunghissimo tira e molla prima per la nomina di generale e luogotenente, poi per i capitani con alcune magistrature che non hanno mai fatto mistero di non gradire il nuovo comando. Mezzogiorno che si affida al generale Federico Nuti, al debutto, e all’esperienza del luogotenente Luca Ricoveri con un passato da capitano e da consigliere militare. Ecco le sei magistrature.

Sant’Antonio

È da qualche anno la squadra più forte di Mezzogiorno e costituisce l’ossatura della Nazionale biancorossa. Confermato al timone Franco Ceccanti, decano dei capitani. Novità per quanto riguarda il magistrato con l’arrivo di Gabriele Puccini che negli anni scorsi ha ricoperto questo ruolo nel San Martino. Sant’Antonio è già presente nell’edizione del Gioco del 1618 con il nome Sanantonio, mentre nel 1623 compaiono i “Leoni di Santo Antonio”.

San Martino

Confermata la guida sia civile, con il magistrato Valentino Vanni, che militare con il capitano Aldemaro Marsili. Uno dei punti di forza di Mezzogiorno, la squadra del cavallino nelle ultime quattro edizioni ha perso solo una volta contro San Michele. Le schiere rossonere sono presenti sul ponte sin dal 1618. Il cavallo bianco al galoppo allude all’episodio del mantello di San Martino spartito in due parti per permettere ad un misero viandante di proteggersi dal freddo. Memorabile il Gioco del 1717: San Martino fu determinante a garantire la vittoria alla parte australe.

San Marco

Una magistratura forte sul ponte e con molto attiva nell’ambito civile grazie alla collaborazione con Toscana Aeroporti. Confermatissimi il magistrato Massimo Cioli ed il capitano Cristiano Scarpellini. San Marco ha vinto nelle ultime due edizioni dopo che nelle tre precedenti aveva sempre incrociato, perdendo, il San Michele. Nella storia la magistratura compare sia nel 1618 che nel 1623, divenendo alla metà del Seicento, uno degli “affronti” di Mezzogiorno. La sua effigie è il leone alato, simbolo dell’evangelista Marco.

Delfini

La vittoria manca dal 2015 ma non certo l’entusiasmo della magistratura di Tirrenia che si affida ancora una volta al capitano Marco Falugi ed al magistrato Alberto Di Lupo. I Delfini entrano nello schieramento di Mezzogiorno nel 1623. Nel 1752 alcuni targoni recavano un originare motto di guerra: “Astro in ciel, pesce in mar, fulmine in terra”. Curioso ricordare l’edizione 1776 in cui apparse una truppa denominata “Delfini di Fauglia” con il motto “Son nove anni che cova”.

Leoni

La magistratura bianconera di Putignano ha voltato pagina rinnovando vertici e combattenti. Nuovo magistrato, da sempre nel Gioco e nel quartiere, è Daniele Paffi. Ha dovuto ricostruire una squadra azzerata affidandosi al nuovo capitano Piero Becorpi con tutte le difficoltà che questo comporta. Il Leone, simbolo di forza e di valore, entra nella simbologia del Gioco già nel 1608. Dal 1982 ad oggi i bianconeri hanno collezionato 11 vittorie, l’ultima nel 2014 contro i Satiri.

Dragoni

Alla guida della magistratura è tornato Michele Paradiso. Anche in questo caso si parla di rifondazione affidata al nuovo capitano Luca Dini, in passato alla guida dei Mattaccini. Nelle ultime due edizioni sono arrivate altrettante sconfitte ad opera del Calci. La squadra di San Piero alla fine degli anni Ottanta è stata la squadra più forte del Gioco con il compianto capitan Benedettini. —

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