Sicurezza
Il ragazzi del Friday for future ai lavoratori: «Siate con noi»
Lettera aperta dei giovani del movimento al mondo del lavoro «La nostra casa è in fiamme, non possiamo restare a guardare»
la lettera
Dai giovani, oggi studenti, lavoratori del domani, ai meno giovani: lavoratori o rappresentanti dei lavoratori. Un passaggio del testimone “all’incontrario”, per così dire “anomalo”. Proprio come il male che si propone di combattere: le alterazioni del clima che stanno distruggendo gli equilibri sui quali si fonda la vita sul nostro pianeta. Il passaggio del testimone all’incontrario è quello che vede in queste ore protagonisti i giovani del movimento Friday for Future che hanno scritto una lettera aperta ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori.
«Siamo la futura generazione di lavoratori, che nei prossimi anni affronterà le avversità di un mondo sempre più ostile. Gli scienziati del clima indicano che forse non avremo nemmeno l’opportunità di mettere in pratica ciò che oggi stiamo studiando. Secondo l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) abbiamo solo undici anni per evitare il collasso degli equilibri ecosistemici causato dal riscaldamento globale da gas serra; il punto di non ritorno potremo forse evitarlo solo a patto di una decarbonizzazione a livello globale entro il 2050. «Aumento di temperature, innalzamento del livello del mare, desertificazione, eventi climatici estremi distruttivi, scarsità di acqua, cibo, perdita di biodiversità: sono solo alcuni effetti della crisi climatica ed ecologica cui rischiamo di assistere inermi - scrivono - . Settori interi dell’economia, della società e la stessa civiltà umana per come l’abbiamo conosciuta rischiano il tracollo. In questo scenario catastrofico le disuguaglianze sociali si faranno ancora più estreme, poiché il fardello dei costi ambientali si scarica sugli ultimi anelli della piramide: i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, i migranti. Chi si trova in cima a quella piramide sono i governi e circa 100 grandi aziende private e pubbliche che stanno provocando la crisi globale e al contempo minimizzano o negano pubblicamente il problema».
«Noi non possiamo stare a guardare - continua la lettera - mentre “la nostra casa è in fiamme”. Nessuno può. È per questo motivo che il movimento Fridays For Future, invita tutti ad unirsi a questa lotta: una lotta che non conosce età, categoria, gruppo o singoli. L'emergenza climatica ci riguarda tutti, indistintamente. Lavoratrici e lavoratori: per noi siete interlocutori ineludibili. Ciò che rischia di pregiudicare il futuro nostro, dei vostri figli e dei vostri nipoti, è un'emergenza planetaria che innanzitutto pregiudica il vostro presente. Siamo certi che i sindacati che vi rappresentano e vi tutelano, i sindacati che già conoscono e in alcune occasioni hanno abbracciato le istanze e le rivendicazioni di Fridays For Future, vorranno farsi parte attiva per tutelarvi in questa vostra decisione, e non si risparmieranno in sforzi per avviare già oggi il cambiamento di paradigma necessario. Le due lotte, quella per un pianeta vivibile e quella per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, sono intimamente connesse, anzi: inscindibili. Costruire un percorso comune di pressione politica e consapevolezza sociale è quanto Fridays For Future propone ai lavoratori tutti, a partire dalle piazze e dalle manifestazioni in cui unire le nostre forze e i nostri numeri. È l'unica, ultima possibilità, per il nostro e il vostro futuro». Da qui l’invito al mondo del lavoro a scendere in piazza per il prossimo sciopero globale del clima, il prossimo 27 settembre. —
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