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«Non si lasci a metà il recupero dell’area La Cittadella fulcro della storia pisana»
Gli Amici di Pisa: si scavi per riportare alla luce gli incili Con progetti intelligenti si trovano anche i soldi necessari
PISA. «Il lavoro svolto nel recupero degli Arsenali Repubblicani non può essere lasciato nel mezzo al guado». Così anche l’Associazione degli Amici di Pisa entra nel dibattito lanciato da Il Tirreno sul futuro dell’area della Cittadella, soprattutto dopo l’inaugurazione del Museo delle antiche navi. «Ricordiamo agli amministratori e alla città che, prendendo esempio dalle ottime pratiche dei Piuss delle scorse legislature che hanno portato al recupero di un monumento d’eccellenza come le mura repubblicane, si possono benissimo trovare risorse per sostenere progetti di riqualificazione storica e monumentale quale la Cittadella rappresenta», scrive l’associazione in una nota che porta la firma del presidente Stefano Ghilardi.
Da qui la considerazione di partenza secondo cui «il lavoro svolto nel recupero degli Arsenali Repubblicani non può essere lasciato nel mezzo al guado, peggio se destinare il rimanente spazio ad area per sgambatura e deiezioni di animali». L’associazione non concorda dunque sul progetto pensato dall’amministrazione precedente di una grande area a verde della Cittadella. L’idea è un’altra: «Pisa ha bisogno di pensare in grande, pur tenendo i piedi in terra: l’area in questione (ex progetto Michelucci fortunatamente mai portato a termine) è frutto di tombature degli incili fatti nei secoli e con evidente interesse di mortificare la gloria e la potenza della Repubblica Marinara che lì aveva il suo formidabile quadrato militare marittimo».
L’associazione propone «di iniziare scavi archeologici alla ricerca dei tracciati degli incili, completare la ricostruzione dei capannoni mancanti e riproporre in chiave storica la filiera di costruzione: dal legno alla stoffa, dalla pece al ferro battuto, dai cordami ai barili. Un ritrovare la storia, scavando, che esalterebbe anche l’attiguo Museo delle antiche navi pisane finalmente aperto al pubblico. Ben lungi dal perorare falsi storici, Pisa ha bisogno di ritrovare la sua storia che vada oltre i monumenti della piazza del Duomo. Tutte le ex repubbliche marinare hanno, in varie forme e dimensioni, un luogo dedicato alla loro marineria: Venezia poi è già alla fase operativa della ricostruzione del suo celeberrimo “Bucintoro” dato alle fiamme da Napoleone in uno dei suoi tanti scatti di invidia e ruberie».
Dunque, per l’associazione, è il momento di Pisa. «Non ci sono alibi, i soldi ci sono se si cercano come fatto nel recente passato, i progetti si fanno se si ha l’intelligenza e l’umiltà di fare il bene della storia della città». Gli Amici di Pisa danno anche una rappresentazione grafica del loro pensiero, che pubblichiamo qui sopra. —
Francesco Loi
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