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Taroccavano succo di mela per truffare le aziende delle marmellate: 9 arresti a Pisa

Taroccavano succo di mela per truffare le aziende delle marmellate: 9 arresti a Pisa

Sequestrate 6 società e beni per 6,5 milioni euro. Ecco chi è finito in manette. Le indagini coordinate dalla Guardia di Finanza in collaborazione con gli ispettori del ministero delle Politiche agricole

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PISA. Succo concentrato di mela, destinato al mercato nazionale e internazionale delle marmellate e confetture, falsamente spacciato per biologico mentre conteneva prodotti scadenti, e, in qualche caso, anche una concentrazione elevata di agenti patogeni. E' la frode in commercio scoperta dalla procura di Pisa che sgominato un'associazione a delinquere, guidata da due imprenditori di San Miniato (Pisa), che ha portato all'arresto di 8 persone tra cui anche i fratelli Giorgio e Walter Buonfiglio, quest'ultimo amministratore delegato della società calcistica Ponsacco, che milita in serie D.

Un nono componente della banda, serbo e gestore di una società riconducibile agli imprenditori italiani, è destinatario della misura cautelare ma le autorità serbe non hanno collaborato con gli investigatori, né hanno fatto sapere se intendono dare seguito all'ordine di carcerazione. Finanzieri e ispettori del dipartimento antifrode del ministero della Politiche agricole hanno sequestrato 6 società, beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 6,5 milioni di euro e bloccato nel Pistoiese un carico di 30 tonnellate contenente la patulina, una micotossina della mela, il cui valore era di 7 mila microgrammi/kg rispetto al limite di legge di 50 microgrammi/kg. Complessivamente sono state sequestrate 1.411 tonnellate di prodotto adulterato, per un valore di quasi 5 milioni di euro. La procura ha già imposto alle aziende che inserivano il prodotto acquistato dalla società italiana come biologico di ritirare tutte le confezioni sul mercato dal primo gennaio a oggi.

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In carcere sono finiti due fratelli, titolari della 'Italian food srl' di San Miniato (Pisa), azienda che per il succo concentrato di mela detiene, secondo quanto riferito dagli investigatori, "sostanzialmente un posizione di monopolio sul mercato italiano e internazionale e aveva messo in piedi non solo una complessa attività di artifici documentali, ma anche un'articolata procedura chimica per eludere i controlli".

Il prodotto venduto come biologico, era invece di qualità molto scadente, prodotto in Serbia dalla 'Perfect fruit' gestita dal serbo a piede libero ma in realtà facente capo ai due imprenditori toscani, e poi 'europeizzato' attraverso false attestazioni per introdurlo sul mercato con marchio Ue. In manette sono finiti anche quattro dipendenti della società toscana e due imprenditori del Salernitano, risultati essere dei prestanome dei due toscani. L'indagine è scattata grazie agli organismi di controllo di Olanda e Germania che hanno nutrito dubbi sulla provenienza e la produzione del succo concentrato di mela, un edulcorante destinato al mercato di marmellate, conserve, confetture  esimili commercializzati dai più importanti marchi italiani ed esteri. Il prodotto veniva adulterato chimicamente per eludere i controlli e solo l'approfondita analisi presso laboratori specializzati da parte degli ispettori del Mipaaf ha permesso di smascherare la frode.

Alle indagini ha collaborato anche Eurojust. I nove indagati devono rispondere anche del reato di autoriciclaggio per avere investito nelle aziende sequestrate i proventi illeciti della commercializzazione del prodotto adulterato. "Il nostro sistema di controlli è riconosciuto tra i migliori al mondo e ancora una volta lo abbiamo dimostrato", dichiara il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, "l'operazione dell'Icqrf, con la collaborazione della Guardia di Finanza, conferma la robustezza del nostro sistema e l'impegno del ministero per la tutela dei consumatori e dei produttori italiani".  Il ministero ricorda che nei primi 4 mesi del 2019 l'Icqrf ha incrementato del 15% i controlli sul bio rispetto allo stesso periodo del 2018 e del 23% gli operatori controllati. A testimonianza di un sistema ministeriale sempre più efficienti, gli irregolari sono passati dal 7,2% al 18,1%, le contestazioni amministrative sono più che quintuplicate, mentre le diffide sono aumentate del 68%, a tutto vantaggio dei produttori che commettono meri errori formali.

"Quel succo era prodotto in Serbia e sofisticato con sostanze zuccherine - dice Francesco Berti, deputato livornese e portavoce toscano del M5S in commissione Politiche Ue alla Camera - Questo mega-sequestro conferma l’importanza di un sistema consolidato di controlli a tutela dei consumatori e delle imprese oneste. Con l’operazione Bad Juice le forze dell’ordine sono riuscite a bloccare oltre un milione e 400mila chili di prodotto falso. Bene quindi il nostro sistema di controlli, che protegge i consumatori dalle truffe e tutela le imprese che ogni giorno, nel rispetto delle regole, rendono il nostro made in Italy un’eccellenza”.
 

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