Attenzione
In quattro sotto processo per bancarotta fraudolenta
Alla sbarra per il crack dell’azienda Edilpellini anche il pisano Riccardo Marchi Tra le accuse quella di aver sottratto documenti contabili
PISA. In quattro sono a processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta dopo la crisi e il crack finanziario di un’azienda immobiliare che operava a Pisa e in provincia.
Si tratta di Riccardo Marchi, 55 anni, di Pisa; Giovanni Barzago, 49 anni, di Treviglio, in provincia di Bergamo; Gian Carlo Morandi, 54 anni, nato in Svizzera e residente a Bergamo; Paolo Antonio Belvedere, 53 anni, anche lui residente in provincia di Bergamo.
Secondo quanto è emerso dalle indagini della Guardia di Finanza, Morandi, in qualità di amministratore unico, e Marchi, in qualità di liquidatore a partire dal luglio 2006, avrebbero concorso nel reato di bancarotta a seguito del crack dell’azienda Edilpellini, con sede a Pisa, dichiarata fallita nel novembre 2011. Tutto questo allo scopo di procurarsi un ingiusto profitto ai danni dei creditori. Gli imputati, che ieri mattina avrebbero dovuto essere processati a Pisa ma il processo è stato poi rinviato per l’assenza di un giudice del primo collegio, sono accusati anche di sottrazione di scritture contabili, che non sarebbero state tenute in maniera trasparente con l’intento di non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio dell’azienda fallita. I due avrebbero anche omesso di tenere in custodia i libri sociali e tutta la documentazione relativa alla contabilità della società. Tutti gli imputati hanno precedenti specifici, il nome di Barzago è legato ad altre inchieste per frode fiscale, sempre al centro di indagini condotte dalla Guardia di Finanza.
Durante una di queste operazioni nel nord Italia, stando a quanto è stato spiegato, è stato scoperto anche un prezioso dipinto attribuito a Pieter Paul Rubens, custodito ora in un caveau.
Come succede dopo il fallimento di una società, la Guardia di Finanza era stata attivata su segnalazione del curatore che aveva riscontrato una serie di anomalie nella gestione dei conti e dei documenti contabili dell’azienda che ha chiuso i battenti lasciando consistenti debiti da pagare.
A distanza di anni gli aspetti penali della vicenda non sono stati ancora definiti e c’è il serio rischio che questo processo non si definisca tanto rapidamente.
L’udienza di ieri è stata rinviata a luglio. Alcuni degli imputati poi sono pronti a difendersi dicendo di avere avuto un ruolo marginale.
Uno degli imputati, per esempio, era in carcere nel momento in cui risulta che abbia firmato alcuni atti poi finiti nell’inchiesta per bancarotta. I nomi di questa vicenda sono di persone note nell’ambito dei raggiri fiscali. —
S.C.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google