Il Tirreno

Pisa

«Una nazione perduta nella quale manca curiosità intellettuale»

«Una nazione perduta nella quale manca curiosità intellettuale»

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Per Sergio Costanzo, autore pisano doc, Pisa è una “nazione perduta”. Biologo di formazione e scrittore per passione, è un cultore della storia di Pisa, soprattutto del periodo medievale, su cui da anni pubblica romanzi e saggi.

Nei suoi libri racconta i fasti storici ed i miracoli architettonici del capoluogo «di cui purtroppo oggi non è rimasto nulla». Con tono quasi lapidario Costanzo parla di Pisa rimpiangendo i tempi in cui «la città era una nazione, un potente crocevia culturale, politico e commerciale, tanto da avere un proprio calendario», come spiega anche nel suo ultimo saggio “Calendario Pisano” (Linee Infinite). «Pisa oggi è una città ignorante - sottolinea senza mezzi termini Costanzo -, non è rimasto nulla della passione e della curiosità di un tempo. Non c’è travaso tra le peculiarità positive della città e chi la città la vive, come accade anche per l’università, i cui impulsi restano confinati in una torre d’avorio».

«Le potenzialità ci sono - spiega -: la città è come una «cellula totipotente, con enormi capacità: Pisa potrebbe divenire e fare qualsiasi cosa. La sua forza ce l’ha nel Dna. Purtroppo però nessuno le dà gli impulsi giusti e pretende risposte concrete, quindi resta ancorata al suo stato embrionale. Ecco perché posso parlare di una città iposviluppata, al di sotto delle sue possibilità. Siamo una nazione perduta, conosciuta in tutto il mondo dove però manca curiosità intellettuale». —

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