«Un’identità musicale forte e anche antica che fatica ad emergere»
«Pisa declinata al suo aspetto pop o meglio di popular music. Una sfumatura insolita, una prospettiva di rado affiancata alla città ed inaspettatamente parte della sua storia». A sostenerlo è Carlo Raffaelli, pisano di nascita, pubblicitario ed esperto di comunicazione, con una grande passione per la popular music.
«Mi sono trovato a realizzare assieme a Luca Doni un volume sulla storia musicale di Pisa, “Pisa, la musica. 1965-1999” (Eclettica). Ho scoperto, anche con un po’ di meraviglia, che in questa città la musica è sempre stata protagonista e continua ad esserlo. La storia musicale pisana è fatta di rock, punk, new wave, jazz, e popular, che poi è approdata alla musica improvvisata».
Pisa quindi non solo città di scienza, di arte e monumenti, ma anche centro di riferimento musicale.
«Una capitale mondiale, meta di musicisti americani che qui trovavano un ambiente vivo e vibrante. Una città al centro di molte situazioni, vissute e in parte dimenticate. Un’identità musicale che però ancora oggi è presente, forte della sua trasversalità ed intergenerazionalità. Purtroppo si tratta di un’identità di cui poco si parla e che fatica ad emergere. Che rischia di perdersi, forse per l’indolenza di alcuni e la non attenzione di altri. Sapevate per esempio - conclude Raffaelli - che da Pisa è stata trasmessa la prima nota, la prima musica elettronica da un computer?». —
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