Attenzione
«Per valorizzare il museo si ragioni sull’intera area della Cittadella»
Il sovrintendente Andrea Muzzi: antiche navi ricchezza di Pisa, serve un piano per i visitatori
PISA. «Auspichiamo che si possa valorizzare al meglio il Museo delle antiche navi attraverso un ragionamento che riguardi nel complesso l’area in cui si trova, dove spiccano altre realtà importanti come gli Arsenali Repubblicani e il fortilizio con la Torre Guelfa». Anche il sovrintendente Andrea Muzzi interviene nel dibattito lanciato da Il Tirreno sulla zona della Cittadella.
Breve riassunto delle questioni che sono all’attenzione della città e delle istituzioni. Dopo i recuperi degli Arsenali Repubblicani e della Torre Guelfa, e dopo l’apertura del Museo delle navi antiche, come sfruttare al meglio questa opportunità turistico, culturale ed economica? Come far davvero diventare la zona la nuova porta d’ingresso della città, arricchimento dell’offerta straordinaria già rappresentata da Piazza dei Miracoli e reale trampolino del circuito museale dei lungarni? Come trasformarlo in autentico “hub” turistico, grazie a servizi, capacità di accoglienza, sistema di parcheggi? Questa è una delle sfide decisive per la Pisa del futuro, per un’area nella quale, negli anni, sono stati investiti circa 23 milioni di euro. E allora come intende giocarsi la partita la città, in tutte le sue componenti?
Muzzi si dichiara «disponibile a partecipare ad ogni confronto, ad ogni tavolo si ritenga utile, ovviamente secondo le competenze attribuite al mio ruolo».
La Sovrintendenza è ben consapevole delle potenzialità del Museo delle antiche navi, al quale ha lavorato venti anni, tanto è trascorso dalla casuale scoperta dei reperti alla stazione di Pisa San Rossore, prima di arrivare finalmente all’inaugurazione. Le stime, anche economiche, alla base del progetto di allestimento, indicano in 90mila i visitatori annui dei padiglioni negli Arsenali Medicei, sede del Museo delle antiche navi.
Una struttura, con la sua esposizione di quasi 5mila mq di superficie, con 47 sezioni divise in 8 aree tematiche, che il sovrintende definisce «un oggetto nuovo, pronto e facilmente comprensibile dal grande pubblico». Soprattutto due, di conseguenza, le esigenze che emergono: attrarre tante persone, tanti turisti, e farle arrivare nel modo migliore. «Occorre usare l’adeguata sensibilità nei confronti di quella che è una ricchezza per l’intera città, la cui importanza va ben oltre questi confini», dice Muzzi, che conferma un’interlocuzione con il sindaco Michele Conti. «Il museo si trova praticamente sull’asse stazione-Duomo, attraverso il ponte Solferino. Qui si tratta di ragionare sulla copertura di distanza tutto sommato contenute. Un’adeguata promozione è sicuramente una delle azioni da mettere in campo. Con il sindaco - conclude Muzzi - abbiamo ragionato di un sistemi di mezzi pubblici per far arrivare i visitatori e di aree per la sosta delle auto». —
Francesco Loi
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