Attenzione
Lungomare senza tavolini «Temiamo le multe»
Venerdì la prima sera di stop alle auto ma in pochi hanno “apparecchiato” fuori Lo sfogo di una ristoratrice: «Poche informazioni, dovremmo chiedere i danni»
marina. L’altroieri, venerdì 21 giugno, era la prima sera di chiusura del lungomare, Ma molti commercianti non hanno “apparecchiato” sulla strada. Niente tavolini fuori, insomma. Il motivo? A tutt’oggi non sono ancora arrivati i permessi dalla Provincia, dato che il lungomare è di competenza provinciale, per poter usufruire della strada malgrado molti abbiano già anche effettuato il pagamento alla Sepi per l’occupazione del suolo pubblico.
Che cosa sta succedendo? Nessuno lo sa di preciso solo che, da mesi, si sono diffuse delle voci secondo le quali esiste un contenzioso tra Comune e Provincia ma in merito non c’è nessuna conferma anche se a crederci sono in tanti e pensano che il motivo dei ritardi sia questo. E il timore è: «Ma a questo punto, dato che la chiusura del lungomare è partita, arriveranno i permessi per i tavoli e le sedie?». Sono in tanti a chiederselo. Così, alcuni commercianti, per non correre il rischio di una multa, venerdì sera hanno deciso di non espandersi sulla strada come ogni estate non appena scattava la chiusura serale del lungomare. E il lungomare di Marina venerdì sera sembrava spaccato a metà.
Ieri però era sabato, si avvicinava una serata a conclusione di una bella giornata di sole, il lavoro quindi era assicurato e anche chi la sera prima aveva optato per la prudenza, ha deciso comunque di rischiare e di apparecchiare sulla strada. Una decisione dettata anche dal fatto che la chiusura del lungomare quest’anno è iniziata in ritardo rispetto agli anni scorsi e in più, sia per molti residenti che villeggianti, è stata anche una sorpresa perché non è stata pubblicizzata per niente. Si è diffusa solo per passa parola.
«Non è possibile lavorare in questo modo – esordisce Susanna Mainardi titolare del ristorante L’Albero Maestro che si affaccia sul lungomare -. Alcuni dicono di averlo ricevuto il permesso altri invece per niente e a me, invece, hanno risposto che c’era un problema amministrativo che ho già risolto e lunedì mattina andrò a portare tutti i fogli alla Sepi e in questo modo spero di aver risolto. Ma stasera (ieri, ndr) io ho delle prenotazioni e ho deciso di apparecchiare fuori sulla strada. Ieri sera non l’ho fatto, ma stasera è sabato e un fine settimana perso in stagione non si recupera più. Quando il tempo è bello io devo poter lavorare perché dopo un inverno lungo e un maggio brutto com’è stato quest’anno ne abbiamo bisogno. Sono sei mesi che Confcommercio, a cui sono associata, mi segue la pratica per i tavoli fuori e nessuno sa dirmi cosa devo fare. Negli uffici c’è confusione. Ma come, ho fatto la domanda – sottolinea Mainardi -, ho pagato e non mi danno in tempo i permessi per mettere i tavolini fuori quando, credo, la data dell’inizio della chiusura della strada fosse nota? Penso che si potrebbe anche chiedere i danni economici per un simile ritardo. Il fatto è che non capiscono le esigenze di noi commercianti del litorale. Oltre a questo problema dei tavoli, c’è anche da considerare che tra poco partiranno i lavori per la spianatura delle ghiaie e perderemo altro lavoro perché si trasformeranno in un cantiere con divieto di balneazione. È impensabile perdere un mese di lavoro in estate. Meno male che con il cambio di amministrazione da centrosinistra a centrodestra tutti dicevano che ci sarebbe stato un rinnovamento. Siamo ma tornati indietro».
Donatella Lascar
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