Il Tirreno

Pisa

Docente del Sant’Anna in corsa per l’autorità garante della privacy

Giuseppe Boi
Giovanni Comandè
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Giovanni Comandè

Da Pisa a Roma: Giovanni Comandè è docente di diritto privato comparato, sarebbe nella lista degli otto su cui si concentra la scelta

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PISA. Una soluzione modello Antonio Conte per sostituire l’attuale garante per la privacy Antonello Soro. È uno dei punti di forza della candidatura di Giovanni Comandè, professore di diritto privato comparato all’Istituto Dirpolis (Diritto, politica, sviluppo) della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, al collegio e alla presidenza dell’Autorità che ha esaurito il mandato il 19 giugno.

Il docente è uno dei nomi caldi tra quelli in corsa. Secondo alcune fonti, sarebbe in una lista di otto nomi tra cui senato e camera designeranno i componenti del consiglio che, una volta nominato, sceglierà il suo presidente. E quello di Comandè sembra sia considerato un profilo perfetto.

Cinquanta anni a dicembre, originario di Monreale in provincia di Palermo, Comandè ha una formazione e un curriculum tutto pisano, per la precisione santannino. All’età di 18 anni, dopo la maturità nel liceo classico Emanuele Basile di Monreale, vince il concorso come allievo del Sant’Anna dove si laurea e scala tutti i gradini della carriera universitaria. Vanta esperienze ad Harvard, Yale e ha gestito dal 1994 a oggi finanziamenti per la ricerca pari a quasi 4 milioni di euro.

«Sono convinto che la protezione dei dati personali sia, e sarà sempre di più nella società dei dati e dell’intelligenza artificiale, un diritto fondamentale da proteggere, ma deve anche trasformarsi da costo in opportunità per imprese e pubbliche amministrazioni», sottolinea Comandè spiegando il perché della sua candidatura.

In base al “manuale Cencelli” del governo giallo-verde, la carica di presidente dell’Autorità per la privacy spetterebbe al Movimento 5 stelle. In passato era stato indicato come favorito l’avvocato Marco Bellezza, consigliere giuridico di Luigi Di Maio. Il cambio dei rapporti di forza con la Lega dopo le Europee avrebbe però cambiato le carte in tavola. Ecco quindi la necessità di trovare una figura “neutra” per una situazione che rischia di replicare lo stallo di un anno fa per la presidenza del consiglio.

In questo quadro Comandè è considerato un candidato ideale: lontano dalla politica e con un curriculum che lo ha fatto incrociare all’università di Pisa con il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, anch’egli siciliano e già due volte ospite alla Sant’Anna negli ultimi quattro mesi. —


 

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