La manifestazione
Gigi Simoni colpito da un malore: l'ex allenatore è grave in ospedale
Si trova nel reparto di terapia intensiva di Cisanello, ha compiuto 80 anni nel gennaio scorso. Sui social: "Dai mister, vinciamo anche questa partita"
PISA. Il malore a casa, nella serata di giovedì, e poi la corsa in ospedale. Gigi Simoni, l'allenatore-gentiluomo del calcio italiano, è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Cisanello di Pisa. Al suo capezzale ci sono i familiari e le sue condizioni sono molto critiche.
Tutto il calcio è col fiato sospeso, oggi che la notizia è filtrata tra le maglie della privacy familiare. Ottant'anni compiuti a gennaio, Simoni è stato l'allenatore dell'Inter di Ronaldo, il primo a vincere un titolo nel club presieduto da Massimo Moratti prima dell'avvento di Josè Mourinho. Stabilizzatosi a Pisa dal 1984, dove aveva incontrato la nuova compagna Monica, dopo un precedente matrimonio, con la quale ha avuto il figlio Leonardo, oggi più che ventenne, l'ex tecnico dell'Inter risiede a San Piero a Grado, frazione della città pisana e quel litorale lo ha frequentato a lungo in tutti questi anni, spesso a parlare di calcio al Bagno Maestrale di proprietà della compagna.
Da giocatore ha avuto una discreta carriera, tra serie A e serie B, vincendo una Coppa Italia con il Napoli nel 1962 e debuttando nella massima serie nel Mantova di Edmondo Fabbri. Ma il grande successo è arrivato in panchina: prima a Napoli, poi in quell'Inter di Moratti dove trova il 'Fenomeno' Ronaldo e con lui vince la coppa Uefa nella stagione 1997/98 - primo titolo dell'era Moratti - al termine di un'annata controversa culminata con il fallo da rigore dello juventino Mark Juliano proprio sul centravanti brasiliano che non fu sanzionato e che cost lo scudetto ai nerazzurri proprio a vantaggio dei bianconeri. Un episodio che innescò furiose polemiche tra i due club, proseguite anche negli anni successivi. Lui per ha sempre mantenuto l'aplomb che gli valso il rispetto di tutto l'ambiente in tutta la sua carriera: mai una parola fuori posto, mai uno sgarbo a colleghi e avversari.
Nella stessa stagione conquista anche la Panchina d'oro, il riconoscimento assegnato ogni anno al migliore allenatore italiano. Nel suo palmares ci sono anche cinque promozioni dalla serie B alla A: tre con il Genoa e due con il "suo" Pisa. Vince con la Cremonese anche la coppa Anglo-Italiana nel 1993 quando i grigiorossi sconfiggono a Wembley i Derby County. Dieci anni dopo la società lombarda, in occasione del suo centenario, lo consacra come suo "allenatore del secolo". Anche il Genoa, dove Simoni ha militato pure da calciatore lo ha inserito nella sua Hall of fame.
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Alla notizia del malore, fin dal primo pomeriggio sui social sono trending topic gli hashtag #ForzaGigi e #GigiSimoni: sono tantissimi i messaggi d'affetto nei confronti del "tecnico gentiluomo", da tifosi interisti e non. "Il mio primo allenatore della mia prima Inter, sono passati 21 anni dal trio magico Ronaldo-Baggio-Zamorano, il calcio che rivorrei ma che non ci sarà mai più. Forza Gigi" scrive un tifoso nerazzurro.
Un altro utente aggiunge: "Un pensiero per il grande mister Gigi Simoni, una cara persona, uomo che non considera gli altri per le etichette ma per il rispetto l'educazione e la professionalità che hanno! Forza mister siamo tutti al tuo fianco!".
Forza mister!! Siamo tutti con te, sei un vincente e vincerai questa battaglia 💪#Simoni #GigiSimoni
— Marco Andreoni (@altomarc84) June 22, 2019
Qualche anno fa ho avuto l’onore di fare 2 chiacchiere con te. Sei un grande uomo, non mollare. #forzamister #GigiSimoni pic.twitter.com/xmpf2eWULZ
— Specialcla (@Specialcla) June 22, 2019
"Siamo tutti con te!! Noi interisti ti amiamo, perchè rari i gentiluomini come te nel mondo del calcio!" twitta un altro tifoso dell'Inter, sottolineando l'apprezzato low profile di Simoni. "E' una di quelle persone che non puoi non amare o almeno avere in simpatia, spero si possa riprendere e godersi i prossimi anni che ci daranno sicuramente più soddisfazioni" si mette in evidenza su Twitter.
"Lo so Mister, hai subito la più grossa ingiustizia della storia del calcio. Ma non ci pensare più. Non mollare" commenta infine un interista, facendo riferimento alla sfida scudetto tra Juventus e Inter del 1998.
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