Gioco
Ciampi: stop ai masochismi, gli avversari sono all’esterno
La deputata: le diatribe interne stanno danneggiando il partito Gli obiettivi veri sono la conferma alla guida della Regione e riprenderci il Comune di Cascina
PISA. Sulla dialettica («non sempre costruttiva») interna al Pd pisano prende una netta posizione anche la deputata Lucia Ciampi. «Basta con le diatribe interne, con questo masochismo autoreferenziale che sta danneggiando il partito. Inutile battibeccare, serve unità e rispetto. È questo che chiedono i nostri elettori. Il nuovo segretario è Nicola Zingaretti, ha vinto le primarie ed è legittimato a decidere chi comporrà la sua segreteria. Così come è legittimata la segreteria regionale del nostro partito. Scelte che non solo vanno rispettate, ma anche sostenute».
Per la deputata «non è più tempo di polemiche. L’unità di obiettivi, l’uso di strumenti condivisi, seppur nella discussione costruttiva, la visione della società e di come tutti insieme la vogliamo riformare, questo dovrebbe guidarci d’ora in avanti nella nostra azione politica. Le elezioni europee hanno premiato altre forze politiche, se vogliamo essere di nuovo credibili per la nostra base ed attrattivi per l’elettorato italiano dobbiamo percorrere con rinnovata convinzione la strada del riformismo radicale».
«Ai cittadini - prosegue Lucia Ciampi - occorre dare le risposte che arrivano dai sindaci del nostro territorio. Da sempre il nostro partito ha a disposizione amministratori competenti che sanno prendersi cura dei propri paesi e città, che sono ogni giorno a contatto con le persone a cui devono rendere conto del loro operato. È per questo che alle elezioni amministrative il Partito democratico ha ricevuto la maggioranza dei consensi. È questo l’esempio da prendere a modello. Torniamo tra i cittadini, torniamo ad ascoltare i loro bisogni ed a dimostrare in maniera chiara che possiamo fornire le risposte che stanno invano cercando da capipopolo di altri partiti. Il nostro obiettivo per il prossimo anno deve essere quello di confermarci alla guida della Regione e riprenderci un Comune come quello di Cascina, umiliato dal malgoverno della Lega, una città che dal giorno in cui Susanna Ceccardi è diventata sindaco è stata abbandonata a sé stessa in nome di un evidente arrivismo, sia personale che della sua giunta». —
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