Il Tirreno

Pisa

A tre mesi dalle elezioni 

Sanavio: il Consorzio di bonifica ostaggio di un gruppo di potere

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Pisa. A quasi tre mesi dalle elezioni, il Consorzio 4 Basso Valdarno non ha ancora un presidente. La lista vincitrice della consultazione, “Territori” (sostenuta da Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Legambiente e Wwf), dopo aver ottenuto l’83% dei consensi ha candidato alla guida del Consorzio Giacomo Sanavio, primo degli eletti con il doppio delle preferenze rispetto al secondo.

La Regione però non ha ancora provveduto a nominare il proprio rappresentante e in due assemblee consecutive, il 22 maggio e lo scorso 13 giugno, è mancato il numero legale necessario per procedere alla nomina del presidente e del suo relativo ufficio. Una situazione di stallo che rischia di portare ad un nuovo commissariamento e che Sanavio, in una lettera aperta al presidente Enrico Rossi ed ai sindaci del consorzio, ritiene legata ad «una pregiudiziale di tipo personale» sul suo nome legata ad «un gruppo di potere».

«Ho deciso di candidarmi e sono stato eletto grazie all’accordo tra le associazioni agricole in maniera unitaria, tra le realtà territoriali ricadenti nell’ambito 4 Basso Valdarno, a cui si sono aggiunte Legambiente e Wwf - sottolinea l’ex assessore provinciale nella lettera -. Non mi sarei mai imbarcato in una simile vicenda se non con l’unità dei mondi agricolo ed ambientalista. Al momento del necessario raggiungimento di un’intesa con i rappresentanti delle amministrazioni comunali nominate si è manifestata una vera e propria pregiudiziale di tipo personale sul mio nome. Su questa avversità si è creata una saldatura con gli interessi di un gruppo di potere e un rivendicazionismo di tipo territoriale poco comprensibile e ingiustificabile».

«Mio unico e principale intendimento è quello di favorire i passaggi per concludere la vicenda al più presto e nella maniera più lineare e corretta possibile - aggiunge -. Mi permetto quindi di sollecitare la Regione a provvedere quanto prima alla nomina del proprio rappresentante e di invitare i nominati nell’assemblea alla massima responsabilità, affinché la prossima riunione possa tenersi in condizioni di confronto rispettose. L’eventuale esito contrario testimonierà sopra ogni ragionevole sospetto dell’esistenza di una strana e deleteria alleanza tra differenti soggetti politici, il cui giudizio politico sarà unicamente nelle mani dei cittadini». —

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