Il dolore
Dall’ipotesi del “modello Conti” al cambio in corsa
Era stato definito, e non a casa, un candidato “modello Conti”, cioè con un curriculum del tutto simile a quello del sindaco di Pisa, Michele Conti, che con Vincenzo Ferri condivide le esperienze politiche e l’appartenenza partitica delle origini (An e Fdi, poi Lega). Come Conti aveva cominciato dai banchi del consiglio comunale e come Conti l’avvicinamento al partito di Salvini aveva avuto origini grazie alla rete di rapporti costruita sul territorio provinciale da Susanna Ceccardi. Ma rispetto a Pisa la partita ha visto in campo “squadre” ben diverse su entrambi i versanti - il centrodestra e il centrosinistra - e questo ha fratto la differenza. In primo luogo, come racconta nell’intervista qui accanto lo stesso Ferri, nelle scelte del candidato che ha optato per un dietrofront al quale il partito ha fatto fronte con un cambio in corsa. E soprattutto nell’esito finale che ha visto al vittoria del sindaco uscente Sergio Di Maio.
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