La manifestazione
Il pronto soccorso è al collasso mancano i posti letto e anche le barelle
Mille accessi in più rispetto allo stesso periodo del 2018 solamente nelle ultime 24 ore visitati ben 283 pazienti
PISA. L’ospedale è sotto stress. Non ci sono posti letto disponibili, le barelle sono esaurite e il pronto soccorso scoppia. Si contano già oltre mille accessi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Siamo solo all’inizio dei mesi estivi ma la fotografia di una mattina trascorsa nell’area dell’emergenza di Cisanello fa segnare non pochi problemi per i pazienti, ma anche per gli stessi operatori, costretti a lavorare in condizioni di grandi difficoltà. Le proteste non mancano, soprattutto da parte di chi, dopo essere rimasto per ore ad attendere il proprio turno, si sente poi dire che non ci sono posti letto disponibili e che la trafila è solo all’inizio. Di prima mattina, dopo che la sera prima alle 22 c’erano ancora più di 50 cittadini che aspettavano di essere visitati, due pazienti diabetici e con patologie legate alla malattia sono stati trasferiti dal pronto soccorso in un reparto anche se non c’erano posti letto per loro. Era chiaro dunque che sarebbero rimasti sulle barelle, in attesa di una adeguata accoglienza. Un modo di lavorare insolito per l’Azienda ospedaliero-universitaria, con una richiesta precisa della direzione sanitaria che cerca di non lasciare i pazienti nei corridoi del pronto soccorso stesso.
La stessa azienda ammette le difficoltà: «Il pronto soccorso dell’Aoup ha registrato negli ultimi due giorni – spiegano da Cisanello – un massiccio afflusso di pazienti che, purtroppo, ha causato disagi all’utenza. In particolare, nelle ultime 24 ore, sono stati visitati e quindi dimessi o ricoverati dal pronto soccorso 283 pazienti, ovvero 24 in più rispetto alla media giornaliera calcolata dall’inizio dell’anno».
I numeri, pur nella loro freddezza, offrono sempre spunti di riflessione. «Peraltro, nei primi cinque mesi di quest’anno si sono rivolti al pronto soccorso di Cisanello 39.127 pazienti, cioè 1.239 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 – continua l’Azienda ospedaliera –. Inoltre è noto come sia in aumento su tutto il territorio nazionale il ricorso al pronto soccorso quale risposta ai bisogni sanitari e anche socio-sanitari della popolazione. Il pronto soccorso dell’Aoup offre a tutta l’area vasta della Toscana nord-ovest una risposta a determinate patologie come centro di riferimento regionale».
I conti di una sanità che pensa sempre più spesso a tagliare i costi, evidentemente non tornano. Se è vero che gli accessi sono aumentati, dall’altra parte è altrettanto vero che si assistente a un taglio di posti letto generalizzato, a dimissioni precoci, ad un’assistenza territoriale che non è più sufficiente a gestire la quantità di pazienti sia dimessi precocemente che cronici. E poi ci sono i medici medicina generale non sempre nelle condizioni di fare diagnosi accurate. Nel frattempo, sono stati tagliati i servizi e le strutture sul territorio (vedi Volterra, per esempio).
Se a tutto questo si aggiunge la riduzione stagionale dei posti letto, è facile capire perché il sistema rischia il collasso. E il pronto soccorso diventa un luogo non solo per l’emergenza ma anche per la gestione di patologie croniche che continuano a non trovare risposta sul territorio. –
Sabrina Chiellini
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