Il Tirreno

Pisa

i nodi del partito democratico 

«Bonafè deve scegliere per Pisa un commissario super partes»

Francesco Loi
«Bonafè deve scegliere per Pisa un commissario super partes»

Alessandra Nardini, consigliera regionale, chiede organismi legittimati «Stop ai boicottaggi, si accetti il fatto che la stagione politica è cambiata»

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PISA. «Ora si scelga un commissario super partes e si riattivi il Pd pisano senza creare fortini di autoconservazione dei gruppi dirigenti». Alessandra Nardini, consigliera regionale, zingarettiana doc, è reduce dal suo primo intervento nella direzione nazionale del partito. Ma il pensiero resta sulla situazione locale dopo che per il Pd pisano è scattato il commissariamento in seguito all’ennesima riunione dell’assemblea comunale senza numero legale. La segretaria regionale Simona Bonafè manderà un commissario in città per avviare la fase congressuale. E proprio alla Bonafè manda il suo primo messaggio.

Nardini, facciamo un passo indietro: quale il suo giudizio sulle elezioni in provincia di Pisa?

«Alle Europee abbiamo recuperato terreno e ho raggiunto un numero di preferenze che mi lusinga e sento come una grande responsabilità. In città il centrosinistra ha staccato la destra di dieci punti dopo un solo anno dall’insediamento della giunta Conti. Le amministrative sono andate molto bene: Salvini, Ziello e Ceccardi hanno sognato per mesi il ribaltamento dei rapporti di forza. Ne sono usciti con le ossa rotte. Ciò detto non possiamo ignorare le ragioni sociali ed economiche dell’affermazione leghista, comunque consistente».

Ma il Pd sembra senza pace, soprattutto a livello comunale...

«A Pisa veniamo da una stagione di sconfitte e forzature che lasciano strascichi e resistenze. I militanti ed i circoli hanno fatto un lavoro straordinario per le Europee auto-organizzandosi. Per loro e per una città che chiede un’alternativa urgente al governo insipiente e dannoso di Conti dobbiamo dare al partito cittadino organismi pienamente legittimati. Vale ancora di più dopo l’ottimo lavoro della conferenza programmatica. Da parte di chi non accetta che è cambiata una stagione politica, invece, si è preferita la via del boicottaggio per commissariare il partito. È una scelta irresponsabile che dovranno spiegare».

Ma ora cosa succederà?

«Ora si scelga un commissario super-partes e si riattivi il Pd pisano senza creare fortini di autoconservazione dei gruppi dirigenti. La città non può più aspettare la resistenza al cambiamento di un pezzo del Pd locale».

L’altro giorno lei è intervenuta per la prima volta in direzione nazionale: dicono che non ha risparmiato bordate locali...

«Ho semplicemente difeso il modello del nuovo Pd di Zingaretti, perché ha riaperto un dialogo con la società e con il centrosinistra, sminando il “tutti contro il Pd” a cui l’autosufficienza ci aveva condannati. Se vogliamo salvare la Regione dalla Lega dobbiamo proseguire su questo cammino. Invece a livello regionale è ripartito subito il valzer delle autocandidature e la guerriglia, come se fossimo il centro del mondo. Non se ne può più. Non si può far finta che in Toscana una nuova fase politica non sia arrivata. Il governo affossa la nostra economia e noi non possiamo perdere tempo in giochetti politici».

Dopo la campagna elettorale si è ributtata subito nell’attività amministrativa?

«Sì. Ho ripreso subito il lavoro in consiglio. Le mie priorità restano il lavoro, il contrasto alle disuguaglianze, lo sviluppo sostenibile e la difesa dei diritti». —

Francesco Loi

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