Il Tirreno

Pisa

LA SICUREZZA SUL TERRITORIO

Sguardo di vicinato vincente, ora arriva in tutta la provincia

Terzo da sinistra il prefetto Giuseppe Castaldo durante la riunione del Comitato per l’ordine pubblico
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Terzo da sinistra il prefetto Giuseppe Castaldo durante la riunione del Comitato per l’ordine pubblico

Presentato dal prefetto il protocollo proposto ai Comuni che vorranno aderire, il referente incaricato di fare le segnalazioni dovrà ricevere un nulla osta

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PISA. La sperimentazione pisana si allarga e riceve l’imprimatur della prefettura che ne diventa controllore e garante del buon funzionamento. Un sigillo su un progetto che è diventato uno dei perni della sicurezza: lo sguardo di vicinato. Niente a che fare con le ronde o la giustizia fai-da-te di chi vuole sostituirsi alle forze dell’ordine. Sguardo come attenzione e vicinato come ambiente in cui ci si muove e di cui si conosce ogni centimetro quadrato. C’è un referente che dialoga con gli investigatori e un gruppo, compatto e solidale nella chat su WhatsApp, che alimenta il flusso di informazioni. Dall’auto sospetta al tipo sconosciuto che gira un po’ troppo davanti a case e scuole. Visto e segnalato. E sul posto arriva la volante.

L’ampliamento dell’iniziativa è stato presentato dal prefetto Giuseppe Castaldo, nel corso della riunione del Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica aperta alla partecipazione di tutti i sindaci della provincia. È il nuovo protocollo di intesa relativo al “Controllo del vicinato” che punta a valorizzare la collaborazione tra istituzioni e cittadini allo scopo di innalzare gli standard di sicurezza della comunità. Nel 2015 l’apripista fu il quartiere di Putignano. Poi arrivarono Riglione, i Passi, Porta a Mare e Sant’Ermete. Altri si stanno organizzando come Porta Fiorentina, Pratale e Porta a Lucca. L’iniziativa è aperta all’adesione di tutte le amministrazioni comunali, con l’intento di garantire un modello organico e uniforme sull’intero territorio provinciale.

I Comuni, è stato spiegato dal prefetto durante la riunione, dovranno impegnarsi a coinvolgere la polizia locale nella promozione e nell’attuazione del progetto, da recepire con delibera di giunta. Altro aspetto fondamentale, la promozione di campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini che saranno invitati a fornire il loro contributo. I nominativi dei coordinatori dei gruppi di “controllo del vicinato”, individuati in sede locale, dovranno ricevere uno specifico nulla osta dopo una comunicazione in prefettura. Palazzo Medici sarà impegnato a supportare il progetto attraverso il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e a dare impulso agli incontri formativi con la popolazione e con i coordinatori, a monitorare periodicamente lo stato di realizzazione del progetto valutando l’adozione di eventuali correttivi. Le forze di polizia, a loro volta, programmeranno incontri con la popolazione, anche con la partecipazione della Guardia di Finanza per le materie di specifica competenza, con finalità informative e formative. Cureranno, inoltre, un rapporto costante e diretto con i coordinatori, ai quali dare eventualmente direttive generali. Particolare attenzione viene dedicata nel protocollo e nell’annesso vademecum alle modalità di attuazione del “Controllo del vicinato”, esemplificando la tipologia delle segnalazioni da parte dei cittadini e sottolineando il divieto di intervento o iniziative personali e di pattugliamento del territorio, in qualunque forma, per evitare comportamenti inopportuni o pericolosi. Rispetto alle precedenti esperienze, il protocollo definisce un percorso di iniziative ed interventi per velocizzare comunicazioni e segnalazioni. Incentiva e migliora, attraverso la formazione, le prassi di osservazione del territorio anche mediante l’uso di strumenti digitali e l’integrazione dei sistemi di videosorveglianza. «Il progetto - precisa il prefetto Castaldo - vuole dare corpo concreto a una visione della sicurezza come bene comune e condiviso che vede forze di polizia, amministrazioni comunali e cittadini della provincia di Pisa pronti al reciproco aiuto per garantire la sicurezza del territorio. Fare controllo di vicinato significa creare una rete per valorizzare le attività di osservazione e di segnalazione che potranno essere svolte da gruppi di persone su fatti e circostanze di interesse per la sicurezza partecipata che accadono nella propria zona di residenza. Ogni gruppo fa leva su un coordinatore, cui giungeranno le varie segnalazioni, con il compito di filtrarle e riferirle tempestivamente agli organi di polizia locali». Per il dottor Castaldo «i cittadini sono così chiamati a collaborare, rafforzando la sicurezza partecipata e la coesione sociale dei territori, in un perimetro di attività ben delineate e coordinate in loco dalla polizia locale e dalle forze di polizia e, a livello provinciale, dalla prefettura». La firma da parte dei primi Comuni aderenti – anche attraverso momenti organizzati in sede territoriale con le diverse realtà - è prevista a metà luglio.


 

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