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Pisa

Scelsi matematica per una scommessa con l’insegnante

Scelsi matematica per una scommessa con l’insegnante

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Una scommessa persa e la paura di affrontare la prova di matematica. «Alla fine andò abbastanza bene», ricorda il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Pisa Giacomo Tizzanini, diplomato al liceo classico Virgilio di Empoli con il voto di 56/60, ripercorrendo le tappe del suo esame di maturità nell’anno scolastico 1990/1991. «Ho vissuto in maniera ambivalente l’esame - ricorda il provveditore -. Ero già proiettato con la mente all’Università, ma ero anche molto carico ad affrontare le prove d’esame, motivato soprattutto dal positivo giudizio di ammissibilità. Certo, i giorni precedenti furono scanditi dall’ansia, ma soprattutto dalla preoccupazione per la prova orale di matematica, un tempo materia quasi estranea per un liceo classico. Dovetti scegliere matematica per rispettare una scommessa (persa) fatta con la professoressa di matematica e fisica - prosegue Tizzanini -. Non ero molto propenso a studiare fisica, ma la professoressa mi venne incontro a patto che, se fosse uscita, avrei scelto matematica come una delle prove orali». Una sorta di incubo che si materializzò. «Dopo il greco allo scritto - aggiunge il provveditore - scelsi matematica e latino come materie da discutere all’orale. Alla fine, andò tutto abbastanza bene. Agli studenti consiglio di vivere con serenità l’esame e soprattutto di dare il massimo, senza fare troppi calcoli». —

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