Il Tirreno

Pisa

Sono i fossili marini a rendere unico il vino dell’azienda Usiglian del Vescovo

Roberta Galli
Sono i fossili marini a rendere unico il vino dell’azienda Usiglian del Vescovo

Il nettare di Bacco protagonista della cena di venerdì in occasione della rassegna enogastronomica organizzata dal Tirreno e dalla Cna 

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la storia

Vini per passione e tradizione familiare, figli importanti di una terra che affonda le sue radici nella storia. Parliamo dell’azienda “Usiglian del Vescovo” di Palaia e dei suoi prestigiosi vini che nascono in un ambiente unico: colline caratterizzate da un terreno particolare di origine pliocenica ricco di sabbia e fossili marini e un microclima eccezionale, ideale per realizzare le migliori produzioni possibili dal punto di vista qualitativo, ambientale ed etico. Vini forti e dal sapore deciso che saranno i grandi protagonisti dell'ottava tappa di “Artigiani in tavola”, la rassegna enogastronomica promossa da Il Tirreno, in collaborazione con la Cna di Pisa, e ospitata venerdì 21 giugno alla Fattoria L’Olmetto a Madonna dell'Acqua con un menù che saprà esaltare il connubio fra cibi e nettare di Bacco. E nello stesso tempo far conoscere l’avventura imprenditoriale di Luisa Angelini, proprietaria della tenuta e dell’azienda, e il suo amore per questa terra, acquistata nel 2001, dove è veramente racchiuso un pezzo di storia.

L’origine di questo angolo di paradiso, 160 ettari di quali 25 a vigneti, e oltre a 15 ettari di oliveti, risale al medioevo. Ovvero all’anno 1078, quando la potente Matilde di Canossa donò ai vescovi di Lucca “Usigliano di Palaia” nel tempo meglio conosciuta come “Usiglian del Vescovo”, una tenuta dove la prima produzione di vino risale al 1083, quando il vescovo di Lucca ordinò di piantare viti nella corte del feudo di Usigliano per officiare la messa. Di storia in questo pezzo di Toscana baciata da Dio ne è trascorsa moltissima, ma il fascino di questa tenuta ultramillenaria è rimasto intatto.

Come la qualità dei suoi vini, adesso prodotti da Luisa Angelini. Vini apprezzati non solo in Toscana e Italia, ma anche all’estero, come ci spiega Efidelio Di Sessa, direttore commerciale della tenuta.

«I nostri prodotti – afferma Di Sessa – sono molto apprezzati per la loro eleganza, soprattutto in Svizzera e Germania, oltre che nello stato di New York e in California. Ma non solo. La nostra produzione ha varcato i confini anche del Sud Est Asiatico e del Vietnam. Una strada, quella estera, che ci permette di far conoscere il made in Italy, anche se le difficoltà esistono. Come affrontarle? L’importante è fare rete in modo serio, anche attraverso il raggruppamento di aziende eno-agroalimentari simili nel loro target di riferimento».

Un lavoro duro, quello del vignaiolo e manager nello stesso tempo, dove sono necessarie determinazione e competenze.

«Sicuramente il nostro è un lavoro di squadra che richiede un impegno molto intenso nell’arco di tutta la nostra giornata ed oltre – afferma ancora Di Sessa – in quanto Usiglian del Vescovo ha una estensione di proprietà ampia di oltre 160 ettari. All’impegno nei vigneti e in cantina, si aggiunge quello nelle olivete, nel bosco da mantenere, nella gestione commerciale e nell’accoglienza enoturistica». Un lavoro in grado, però, di dare dei frutti eccezionali: i suoi vini, armoniosi e freschi, che nascono da terreni ricchi di fossili marini, sollecitati da una ventilazione costante e da estati calde, ma mitigate dalle escursioni termiche notturne e trattati in maniera sostenibile, nel rispetto del disciplinare biologico. Ma “Usiglian del Vescovo” non è solo vini di qualità. La tenuta offre anche una accurata accoglienza, con visite alla cantina, una struttura completata nel 2004, inserita nel verde di uno degli oliveti della tenuta, oltre a degustazioni con prodotti a chilometro zero e mini escursioni nel suo grande passato. —

Roberta Galli

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