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Pisa

lite alla stazione 

Cameriere libero dopo il fermo per una rapina

Stefano Taglione
Cameriere libero dopo il fermo per una rapina

L’amico, originario di Cascina, ha avuto, invece, il divieto di dimora nella provincia labronica in attesa degli sviluppi delle indagini dei carabinieri

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pisa. È libero con l’obbligo di dimora a Livorno Davide Barontini, il cameriere di Navacchio, 26 anni, arrestato fuori dalla stazione di Campiglia insieme all’amico ventenne Luca Celli per aver rapinato e picchiato una persona, uscita dall’ospedale con 22 giorni di prognosi. I due giovani erano stati fermati sabato, attorno all’ora di pranzo, insieme alla fidanzata di Barontini (una livornese di 23 anni) poi denunciata per favoreggiamento personale.

Ieri mattina nel carcere delle Sughere il gip del Tribunale di Livorno, Marco Sacquegna, su richiesta della pm Ezia Mancusi ha convalidato entrambi gli arresti disponendo l’obbligo di rimanere a Livorno per Barontini e il divieto di dimora nella provincia labronica per Celli, originario di Cascina come il ventiseienne. Quest’ultimo, così facendo, potrà andare a lavorare in Calabria, dove nel frattempo è stato assunto come bagnino. Entrambi sono difesi dall’avvocato pisano Roberto Nocent.

Barontini e Celli, ascoltati dal giudice per le indagini preliminari, hanno fornito la loro versione dei fatti, negando sia di aver commesso la rapina (rubando un portafogli) sia di aver utilizzato il coltello ritrovato dai carabinieri. Un’arma che, secondo la loro ricostruzione dei fatti, Celli avrebbe raccolto da terra per evitare che venisse usata contro di lui, dopo che era caduta a uno dei rivali. I due amici, riepilogando cos’era accaduto quella mattina, hanno spiegato di essere andati al mare, con la fidanzata di Barontini, alla spiaggetta “Sotto Bernardini”, intorno a mezzogiorno. Celli avrebbe preso il treno a Cascina, mentre Barontini è salito a Livorno. Dopo aver fatto il bagno, mentre tornavano in centro a Piombino per pranzare, la ragazza sarebbe stata infastidita da alcuni giovani. Sarebbero state tre persone: due stranieri e un italiano. È a questo punto che Barontini (cameriere in una baracchina sul lungomare di Livorno) ha reagito, malmenando uno dei tre, prima di prendere un taxi per la stazione di Campiglia Marittima, che secondo quanto raccontato sia da lui che da Celli prima della partenza sarebbe stato accerchiato dai rivali, ai quali nel frattempo si erano aggiunti altri amici. —

Stefano Taglione

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