Sicurezza
Morì in un incidente, un campo da basket ora porta il suo nome
Pisa. Marco Rubino aveva solo 17 anni e amava la pallacanestro. In via Rindi potranno giocare altri ragazzi come lui
pisa. Il ricordo di Marco Rubino, il giovane diciassettenne strappato prematuramente alla vita da un tragico incidente nel marzo del 2007, è più che mai vivo. I suoi amici più cari, fondatori dell’associazione che porta il suo nome, non hanno mai dimenticato la sua passione per il basket, né le ore trascorse ad allenarsi sul campo di Porta a Lucca. Da ieri, dopo un accurato lavoro di riqualificazione, il campo di pallacanestro di via Rindi è stato restituito alla città e porterà per sempre il suo nome. Nuove le linee di delimitazione del campo, le reti di protezione dietro ai canestri e i due canestri, acquistati con donazioni ricevute in occasione di manifestazioni e tornei disputati in memoria di Marco. Visibilmente commosso Sergio Rubino, padre di Marco, durante la cerimonia di inaugurazione, alla presenza del sindaco Michele Conti, di Francesco Fiorindi, amico d’infanzia di Marco e di numerosi amici dello sfortunato diciassettenne, che indossavano le magliette “Marco vive”.
«È un giorno molto bello – ha commentato Sergio Rubino – perché vediamo realizzato in memoria di Marco uno spazio nel centro di Pisa, la città in cui è cresciuto, dove l’ho visto giocare con gli amici, dove abbiamo giocato insieme a pallacanestro. Spero sia la prima di tante altre cose che potremo organizzare nel suo ricordo. Ringrazio il sindaco e l’amministrazione per averci permesso di dare nuovamente vita a questo spazio di sport e aggregazione, gli amici di Marco che ci sono sempre stati vicino e tutti gli sponsor che hanno contribuito».
Il sindaco Conti ha sottolineato la funzione sociale del rinnovato campo di basket: «Un importante luogo di aggregazione – ha detto– per i tanti ragazzi e studenti appassionati di basket a Pisa; un campo storico, punto di riferimento per generazioni di sportivi. Una funzione sociale, quella dei campi da gioco aperti a tutti, che la nostra amministrazione intende implementare individuando spazi idonei come questo anche in altri quartieri». Al termine della cerimonia Andrea Contatore, presidente dell’associazione, ha affisso una targa per ogni canestro, con dedica da parte di papà Sergio: «Marco amava il basket e gli amici e riusciva a coniugare le due cose in una grande gioia di vivere». —.
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