Il Tirreno

Pisa

“Consuetudo fit lex”: che fine ha fatto questo nostro motto?

Avv. Pietro Gustinucci

L’avvocato Gustinucci scrive ai colleghi e ai consiglieri eletti  Si chiede anche la valutazione di alcuni profili di incompatibilità 

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la lettera

Cari colleghi, pregiatissimi consiglieri, il firmatario di questa istanza è tra coloro che dovrebbero fare ammenda per non aver dato negli anni un più sostanzioso contributo alla vita del nostro Ordine, limitandosi perlopiù ad esercitare il diritto di elettorato attivo e a partecipare a qualche commemorazione. Ci sono però momenti in cui anche quelli che solitamente lasciano ad altri, più motivati e più competenti, l’onere e l’onore di portare avanti il nostro principale organo di rappresentanza devono far sentire la propria voce e metterci la faccia. Oggi sono certo che sia uno di quei momenti e spero che questa sollecitazione sia condivisa anche da quei consiglieri che ritengono che ciò che è avvenuto in occasione dell’assemblea del consiglio del giorno 9 giugno che ha portato alla nomina del presidente non sia in linea con il modo in cui gli iscritti, o almeno la stragrande maggioranza di loro, sente di dover impostare i rapporti di colleganza. Per chi a suo tempo ha studiato e magari talvolta affermato nella aule di giustizia che “consuetudo fit lex” e per chi ha sempre pensato che il rispetto di regole consuetudinarie che nascono da un comune sentire sia un valore al quale la nostra categoria non può e non deve rinunciare, appare addirittura inconcepibile che alcuni di coloro che sono stati incaricati, quali eletti, di farsi portavoce e massima espressione dei nostri valori, possano sentirsi legittimati ad adottare un modus operandi che a molti è sembrata porsi in stridente contrasto con quelli.

In disparte ogni valutazione in merito a quali siano le prerogative di autoregolamentazione del consiglio e senza disquisire se si potesse oppure no procedere a scrutinio segreto per eleggere il presidente, si tratta di affermare irrinunciabili principi di rispetto e di trasparenza dai quali non possiamo prescindere e, tra questi, quello che ci consente di pretendere, forse non in termini giuridici ma sicuramente in termini morali, di veder nominato (rectius acclamato) come presidente del nostro Ordine, come sempre è avvenuto in passato, et pour cause, il candidato che ha raccolto il maggior numero di consensi.

Su questo aspetto e sul modo con cui si è invece provveduto alla nomina dell’attuale presidente riteniamo giusto e doveroso aprire un confronto tra tutti gli iscritti in modo da verificare se ancora oggi possiamo riconoscerci in valori condivisi ed affermare un comune senso di appartenenza.

Sono pertanto a rivolgere ad ognuno di voi la richiesta di adoperarvi per richiedere con la massima cortese sollecitudine la convocazione dell’assemblea dell’Ordine, ponendo all’ordine degl giorno della stessa i seguenti punti:relazione dei consiglieri in ordine alle modalità con cui nell’assemblea del consiglio del giorno 11 giugno si è provveduto alla nomina del presidente; valutazione dei profili di incompatibilità all’assunzione della carica di consigliere da parte di chi abbia già in precedenza svolto due mandati.

Avv. Pietro Gustinucci



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