Il dolore
«Si riparte con il Pd al centro di un “cantiere” sociale e civico»
Mazzeo, consigliere regionale: stavolta abbiamo vinto stando tra la gente A Pisa e Cascina abbiamo perso discutendo tra noi dentro le stanze chiuse
PISA. «A Pontedera, Santa Croce, Ponsacco, San Giuliano e San Miniato abbiamo vinto stando tra la gente e portando idee concrete casa per casa, strada per strada. A Pisa e Cascina abbiamo perso discutendo dentro alle stanze. È la lezione più grande che dobbiamo tutti ricordarci», dice il consigliere regionale Antonio Mazzeo. Il Pd crede, e spera, di aver (ri)trovato la bussola dopo la recente tornata elettorale.
Mazzeo, quale insegnamento avete tratto dalle ultime campagne elettorali?
«In passato abbiamo perso più per i nostri errori e le nostre divisioni che per i meriti degli avversari. Ma i cittadini si stanno accorgendo che un conto sono i post su Facebook, altra cosa la realtà. Susanna Ceccardi ha usato Cascina, dove non la vedono più da un pezzo, prima come trampolino verso Roma e poi verso l’Europa. A Pisa sono sotto gli occhi di tutti il non governo ed i non risultati di dodici mesi di amministrazione. Sulla sicurezza ricordo bene le “dirette” fatte in campagna elettorale e scientemente diffuse via social. A meno che non si pensi di aver risolto il problema usando per un mese l’idropulitrice, la realtà è che non è cambiato niente. Anzi. Quegli stessi commercianti che in quei giorni venivano usati come bandiere, oggi dicono che la situazione è peggiorata. Non basta più dire che la colpa è di quelli che c’erano prima e non è un caso se in nessuna delle città al voto la Lega ha parlato del “modello Pisa”. Evidentemente, consapevoli di come stanno mal amministrando, se ne vergognano e quindi lo nascondono».
Ma il Pd come pensa ora di mettere a frutto quanto riconquistato?
«Un anno fa, con il ballottaggio a Pisa, abbiamo inaugurato quel “cantiere sociale” che è poi stato alla base delle grandi vittorie di Firenze, Prato e Livorno. Una coalizione che avesse nel Pd il suo perno, ma che sapesse allargarsi alle forze civiche, sociali ed economiche ed a tutti i cittadini che condividono valori e ideali di centrosinistra. È su questa base che dovremo giocare le sfide del 2020 che riguarderanno Cascina e la Regione. Tenendo bene a mente che quando abbiamo proposto candidature unitarie ed anteposto gli interessi collettivi a quelli individuali siamo stati più forti, mentre laddove abbiamo perso mesi a parlare di noi o dei destini personali di qualcuno abbiamo spianato la strada a Salvini. Leggere, ancora oggi, che per qualcuno il tema è primeggiare internamente significa non aver capito nulla».
A Pisa però il partito resta senza segretario e non si capisce quale strada sarà intrapresa...
«Il Pd di Pisa deve iniziare ora il suo percorso che, come accaduto a Livorno, lo rivedrà presto tornare al governo della città. Di fronte alle prese in giro della Lega verso i pisani, noi dobbiamo scommettere senza paura su una nuova classe dirigente che dovrà essere protagonista quando torneremo alle urne. Alle Europee in città il Pd è già tornato nettamente il primo partito guadagnando in un anno l’11% (dal 23,62% delle amministrative 2018 al 34,57%) e 5mila voti in termini assoluti. Non basta però parlarsi tra sé se poi non si affrontano concretamente temi come la scuola e l’ambiente che lo stesso Zingaretti ha definito centrali per il rilancio del Pd». —
Francesco Loi
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