Gioco
Poche parole, tanti fatti così il mister antidivo conquista la tifoseria
Per molti era un signor nessuno, ha dato un gioco e un’identità al Pisa. Non solo la B e i 23 risultati utili consecutivi che rappresentano un fatto storico, D’Angelo ha saputo navigare in un mare spesso in tempesta.
L’inizio non è stato semplice neanche per lui. L’atteggiamento della squadra è sempre stato propositivo ma dopo le grandi partite di Coppa Italia la squadra aveva avuto un’involuzione che tocca il suo zenit nella sconfitta per 4-1 a Carrara. Riesce a rimettere in carreggiata la squadra e poi da gennaio guida una Mercedes della categoria, ma senza il pilota si rischia di sbandare.
Qui sale in cattedra questo abruzzese che antepone le parole ai fatti, ma che non si tira indietro davanti alle responsabilità. Dopo il pari di Alessandria è il primo a mettersi in discussione e da quel momento la squadra spicca definitivamente il volo. La fase difensiva migliora a vista d’occhio e la partita di ritorno con la Carrarese è praticamente perfetta.
Ai playoff la squadra subisce qualcosa in più ma davanti è implacabile, merito anche di una mentalità che privilegia il bel gioco al tatticismo. Bravissimo nel gestire un gruppo di valore assoluto e di non perdersi nessuno per strada soprattutto in attacco. I cambi azzeccati non possono essere casuali, così come non sono casuali le Nove rimonte del 2019. Tre di queste ai playoff. Maestro anche nel reinventare il ruolo ad alcuni giocatori. Il coro a Trieste dei tifosi pisani è strameritato. —
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