Il Tirreno

Pisa

Un’altra bella notizia dopo la promozione 

Corrado, nessuna scorrettezza nel derby delle polemiche

Lorenzo Vannozzi

L’Arezzo aveva denunciato al Tfn il Pisa e il suo presidente  dopo aver rifiutato di rinviare  la partita in programma la sera  dopo l’incendio dei Monti pisani

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pisa. La promozione in serie B non è stata l’unica bella notizia per il presidente del Pisa Giuseppe Corrado. Di misura decisamente inferiore, ma pur sempre gradita, è stata la notizia del proscioglimento per il numero uno nerazzurro e per la società da parte del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, respingendo il deferimento in seguito alla gara Pisa-Arezzo quando la Procura Federale deferì Corrado e il Pisa «per avere autorizzato o comunque non impedito l’emanazione e la diffusione di un comunicato ufficiale, letto a mezzo altoparlanti allo stadio e riportato dagli organi di stampa, nel quale si gettava discredito sulla società Ss Arezzo srl, attribuendole il fatto determinato di non aver voluto aderire alla richiesta di rinvio della gara del campionato di serie C Pisa-Arezzo del 25 settembre 2018, rinvio motivato dal disagio derivato alla popolazione per gli incendi avvenuti nei comuni limitrofi».

Il tutto in base all’esposto dell’Arezzo. La richiesta fatta dall’avvocato Dario Perugini era di 45 giorni di inibizione per il presidente nerazzurro e 1.500 euro di multa per la società.

Per rappresentare il Pisa c’era l’avvocato Mattia Grassani. La motivazione della decisione del proscioglimento è stata chiara e netta: «Malgrado la partita si sia disputata regolarmente, atteso che non vi erano ragioni di ordine pubblico e di sicurezza che ne imponevano il rinvio, com’è dimostrato dal fatto che l’autorità di pubblica sicurezza ha consentito al regolare svolgimento della gara, ciò nondimeno la popolazione locale era particolarmente scossa dall’accaduto in ragione della natura certamente eccezionale degli eventi calamitosi che si erano svolti il giorno stesso dell’incontro ed ancora non erano del tutto superati durante lo stesso».

In questo contesto, pur dando atto che la ricostruzione della Procura in ordine alle modalità dello svolgimento dei fatti «è coerente con le dichiarazioni raccolte, può ritenersi non viziato da effettiva lesività il comportamento oggetto di contestazione, tenuto altresì conto che il comunicato contiene dati di per sé sintetici e non offensivi e mira essenzialmente ad evitare problemi di ordine pubblico derivanti dalla scelta di disputare comunque la gara». —

Lorenzo Vannozzi

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