Finanza
Andrea Parola, marinese doc che vive a Trieste
PISA. Un pisano doc (marinese per la precisione) vive a Trieste. È Andrea Parola, che proprio in Venezia Giulia ha esordito in B, ceduto dal Pisa dopo un anno in prestito al Grosseto. In A ha indossato le maglie di Ascoli, Sampdoria e Cagliari.
Parola, lei sarà allo stadio Nereo Rocco?
«No. Per motivi familiari faccio la spola tra Trieste, dove vivono i miei figli, e Como, la città della mia compagna. Meglio così: allo stadio sarebbe stata una sofferenza, più di quella che ho provato davanti alla web tv».
Com’è il clima a Trieste?
«C’era un po’ di amarezza per qualche episodio spiacevole accaduto a Pisa. Ora prevale la trepidazione per la partita. Sono attesi più di 15mila spettatori. Lo spettacolo è in campo e non deve essere rovinato».
A Trieste sono lontani i tempi dei cartonati posti in gradinata per rimpiazzare i tifosi…
«La Triestina è andata vicina al fallimento, evitato grazie a Mauro Milanese e ai soldi del cugino australiano Mario Biasin. C’è sempre stato grande entusiasmo in città. Quest’anno quasi inconsapevolmente la squadra giuliana si è trovata ad un passo da un obiettivo assolutamente non preventivato».
Ai calciatori pisani servirà l’elmetto come nella finale di Foggia, soprattutto al triplice fischio in caso di successo?
«Foggia è un ambiente diverso da quello di Trieste. Spero che la partita vada allo stesso modo, ma che non accada nulla».
Per lei sarà un derby in famiglia o ha “educato bene” i suoi due figli?
«I miei figli sono nati a Pisa e quindi pisani».
Lei è esploso in serie B a Trieste nel 2003-04 insieme a Davide Moscardelli?
«Sì, entrambi eravamo alla prima esperienza in B. Lui disputò un incredibile girone d’andata, al termine del quale sul mercato tutti lo volevano. Poi ad Avellino si infortunò alla caviglia e il girone di ritorno non fu altrettanto brillante».
Allora era un Moscardelli senza barba…
«È cambiato molto. Credo che la barba sia diventata una questione di marketing. Davide è soprattutto un ragazzone buono. Io lo conosco bene, perché ho abitato un anno insieme a lui ed a Marianini. Una persona eccezionale. Il Pisa ha un grande parco attaccanti, con lui, Max Pesenti, Marconi, Minesso e Masucci». —
Massimo Berutto
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