Gioco
Detenuto schiaffeggia agente e i sindacati insorgono: «Ora basta»
pisa. Il detenuto vuole uscire dalla cella fuori dall’orario previsto e l’agente gli risponde che non può farlo. E allora il recluso, 65 anni, dentro per estorsione prende a schiaffi il poliziotto della penitenziaria.
È l’ennesimo atto violento, avvenuto giovedì sera, subìto dal personale del Don Bosco da parte degli ospiti del carcere. Lo denunciano le organizzazioni sindacali Si.N.A.P.Pe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria con Maurizio Pino, Uspp (Unione sindacati polizia penitenziaria) con Vincenzo Danubio, Cnpp (Coordinamento nazionale polizia penitenziaria) con Franco Paglia e Piero Colarusso della Cgil (Confederazione generale italiana lavoro) in una nota in cui scrivono: «Il vile gesto è scaturito da un diniego posto dal malcapitato agente ad una richiesta di uscire dalla cella fuori dall’orario consentito da parte di un detenuto, italiano. Ora basta. Già qualche giorno fa avevamo manifestato tutto il nostro disappunto sull’andamento della gestione dell’istituto. Al neo direttore, Francesco Ruello, diciamo che ci siamo stancati di come vanno le cose al Don Bosco, sono bastati pochi mesi perché il personale perdesse le poche certezza che aveva. Ci si dedica all’organizzazione di pseudo cene per festeggiare la ricorrenza della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, addirittura prima che le celebrazioni ufficiali abbiano avuto inizio (la festa nazionale è prevista per l’8 luglio) e poi si apprende, durante le conferenze di servizio, che la Festa del Corpo non verrà celebrata a Pisa». I sindacati annunciano l’interruzione delle relazioni con la direzione e chiedono una convocazione al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria.
«Servono provvedimenti che riportino la penitenziaria da concezioni di gestione medioevali a sistemi di gestione moderni e sicuri – proseguono –. Ormai il malessere regna sovrano, prova ne è che in poco più di qualche settimana ben due agenti sono finiti in ospedale dopo essere stati aggrediti da altrettanti detenuti. Non è accettabile che si venga presi a schiaffi per l’aver posto in essere il solo rispetto delle regole». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google