Il Tirreno

Pisa

l’operazione immobiliare 

Spunta un altro compratore Palazzo Pilo Boyl torna all’asta

Danilo Renzullo
Spunta un altro compratore Palazzo Pilo Boyl torna all’asta

3 MINUTI DI LETTURA





pisa. È stato aggiudicato, ma solo per pochi giorni. Tempo necessario per convincere una società immobiliare a non lasciarsi sfuggire l’opportunità di accaparrarsi quello che, per i suoi affreschi e l’architettura risalente alla fine del XV secolo, è considerato una sintesi della storia pisana. Un rilancio sull’offerta presentata da una società immobiliare riapre i giochi per l’assegnazione di Palazzo Pilo Boyl. L’edificio di lungarno Mediceo torna all’asta con almeno due pretendenti che, presumibilmente, si contenderanno lo storico fabbricato a suon di rilanci. L’asta dello scorso 3 maggio, conclusasi con la presentazione di una sola offerta da 1,6 milioni di euro depositata da una società immobiliare toscana, ha portato ad un’aggiudicazione provvisoria del bene, durata però solo pochi giorni. Meno di una settimana dopo, una seconda società immobiliare ha presentato un’offerta maggiorata di 160mila euro. Somma triplicata rispetto al rilancio minimo (50mila euro) previsto dalla procedura fallimentare che ha riaperto i giochi per l’aggiudicazione dell’immobile e avviato una “sfida” che culminerà il 9 luglio davanti ad un notaio delegato dal Tribunale di Firenze, titolare del fallimento della “Giovanni Tognozzi Spa”, società fiorentina che aveva acquistato l’immobile nel 2008. I progetti di ristrutturazione e la volontà di trasformare i tremila metri quadrati con vista sull’Arno in appartamenti di pregio, con spazi commerciali al piano terra, si sono arenati di fronte al fallimento della società dichiarato nel 2014 dal Tribunale fiorentino. Procedura che ha spento i riflettori sull’imponente scalinata che attraversa in verticale i cinque piani di cui è composto il Palazzo (oltre ad un mezzanino posto tra il piano terra e il primo piano) e sulla sequenza di opere d’arte ospitate da soffitti e pareti, alimentando il degrado e la mancanza di manutenzione che ha contraddistinto gli ultimi tre lustri dell’immobile. Inserito nella lunga lista dei beni culturali tutelati, Palazzo Pilo Boyl è finito a più riprese all’asta, senza mai incontrare la disponibilità di un imprenditore o di una società disposta a rispondere alla richiesta di almeno 7 milioni di euro fissata inizialmente dalla procedura concorsuale come base d’asta. Cifra “dimagrita” progressivamente ad ogni asta andata deserta fino ad arrivare a poco più di un quinto del valore originario del Palazzo. Eppure lo scorso autunno la travagliata vita dell’immobile sembrava essere andata incontro ad un lieto finale con una società pisana che aveva offerto il minimo richiesto dalla procedura per entrare in possesso del bene e materializzare un progetto di recupero per troppi anni rimasto solo sulla carta. Con una caparra da 155mila euro, la società si era aggiudicata provvisoriamente l’immobile. Dopo quattro mesi, non è però stata capace di versare l’importo offerto costringendo il Tribunale a revocare l’assegnazione e continuando ad alimentare la tormentata storia di Palazzo Boyl. Che il prossimo mese approderà nuovamente di fronte ad un notaio per l’ennesima asta (prezzo base poco più di 1,7 milioni di euro) per cercare un proprietario disposto a riaccendere i riflettori su un pezzo di storia della città. —

Danilo Renzullo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web