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Pisa

Marconi-gol conferma la regola di questi playoff: le partite d’andata sono sempre pirotecniche

Massimo Berutto
Marconi-gol conferma la regola di questi playoff: le partite d’andata sono sempre pirotecniche

Per i nerazzurri nelle tre gare un totale di 7 reti segnate e 6 subite La differenza principale: a Trieste non ci sarà un risultato da gestire 

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fuochi d’artificio

I playoff 2019 confermano una curiosa regola per il Pisa: gare d’andata pirotecniche, con i ragazzi di D’Angelo costretti ad inseguire, ma pronti a reagire conservando la lunghissima striscia di imbattibilità (salita a 21 incontri). Tra le trasferte di Carrara, Arezzo e la finale interna con la Triestina i nerazzurri hanno segnato 7 reti (2 o più a gara) e ne hanno incassate 6 (esattamente 2 a partita, non pochi). L’attacco ha fatto la voce grossa (soprattutto Marconi con 3 centri) mentre la fase difensiva ha dovuto incassare gol e critiche. Assai meno movimentati finora, anche perché più carichi di tensione, i match di ritorno, nei quali il Pisa ha completato l’opera, battendo 2-1 la Carrarese e chiudendo sull’1-0, quindi a porta inviolata, il secondo confronto con l’Arezzo.

Vedremo se anche a Trieste, quando in ballo ci sarà la B, il pallone peserà tra i piedi dei contendenti, limitando lo spettacolo e facendo riemergere la concretezza di Gucher e compagni.

DUE VOLTE IN SVANTAGGIO

Il Pisa aveva recuperato due gol di svantaggio a Carrara (ed uno ad Arezzo), ma mai quest’anno, neppure nella stagione regolare, si era trovata per due volte sotto di una rete. Due rimonte successive in una sola partita a temprare ulteriormente la capacità di reazione e l’autostima degli uomini di D’Angelo.

A CONFRONTO CON I PRECEDENTI

I nerazzurri, a differenza dei turni precedenti e della finale foggiana di tre anni fa, non avranno un vantaggio da gestire nei secondi 90’. La mole di occasioni da gol fallite, oltre a quelle finalizzate, comunque rendono conto di un grande margine di miglioramento in vista della seconda sfida. Nei precedenti meno felici il Pisa, anche se ci ostinavamo a non guardare, aveva già palesato limiti rispetto agli avversari nelle prime partite, dimostrando di non aver molto da mettere in campo nel ritorno. Cotti e decimati i nerazzurri di Ventura, costretti a vincere a Lecce nel 2008. Lo scorso anno la sconfitta di Viterbo era sembrata una sentenza anticipata. La finale di Bergamo giunse nel 2003 dopo un fortunoso 2-1 interno, davanti all’Albinoleffe, che aveva impressionato pur perdendo all’Arena e già vinto entrambe le gare di campionato.

Le partite esterne a Latina (nel 2013) ed a Frosinone (nel 2014) furono precedute da magri 0-0, anche se furono affrontate con coraggio, come testimoniarono le reti rispettivamente di Barberis e Kosnic.

Il prologo della sconfitta con il Brescello (nel 2000) fu una prima gara non particolarmente brillante (terminata 1-1). Al contrario nel 2007 chi si recò in trasferta a Monza non tornò soddisfatto del risultato (1-0 per i brianzoli), ma convinto di aver ancora molto da dire nel retour match (risultato vittorioso), dopo un dubbio rigore a sfavore e un gol annullato in modo poco chiaro a Biancone. –

Massimo Berutto

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