Gioco
D’Angelo: «Tifosi da A giocando così possiamo vincere al Nereo Rocco» Pavanel: «Vi aspettiamo»
L’allenatore nerazzurro mastica amaro: «La Triestina? Mai pericolosa» Dall’altra parte il tecnico biancorosso suona la carica in vista del ritorno
dopo il 90’
Sportivi, perché di calcio davanti ai loro occhi ne è passato tanto. Non sono due di primo pelo, sanno bene come misurare le parole. Ma determinati, decisi nel lanciare un messaggio chiaro: tutti e due vogliono la serie B.
Linee comunicative a confronto. Pisa-Triestina diventa sfida di dichiarazioni dopo il novantesimo. Pavanel alza il tiro e annuncia: «Il Pisa è una squadra forte, ma li aspettiamo a Trieste». Dall’altra parte c’è D’Angelo, uno di quelli che di peli sulla lingua non ne ha mai avuti. «Abbiamo fatto una buona partita, sono contento. La Triestina tranne le due azioni dei gol, uno per altro scaturito da una sfortunata deviazione di Benedetti, non ha mai creato pericoli. Noi abbiamo fatto gioco, abbiamo confezionato occasioni. Se giochiamo così possiamo vincere». Una cosa è certa. Sulle due panchine il rispetto non è solo di facciata. Pavanel e D’Angelo si studiano, si conoscono... e si temono. «Il pareggio è giusto - dice il tecnico della Triestina - la qualificazione rimane in bilico e sarà una super partita anche al ritorno. Il Pisa è una squadra forte, lo sapevamo e la partita d’andata ha confermato in pieno le nostre aspettative».
Si capisce chiaramente che i biancorossi sono arrivati a Pisa con le antenne dritte. La Triestina sa bene che ogni errore, contro il Pisa, può costare carissimo. E lo dice anche Formiconi, l’uomo della rete del momentaneo 2-1 degli ospiti. Anche se, ad essere onesti, di suo nel gol non c’è moltissimo. La deviazione di Lisi è decisiva e inganna Gori. Il terzino, intervistato al termine del primo tempo dalla Rai, riconosce la forza del Pisa: «Sono forti, dobbiamo stare attenti perché possono metterci in difficoltà». Difficoltà che ha mister D’Angelo a digerire il pari: «Nel calcio ci sta, però dispiace perché non abbiamo concesso niente», ribadisce. Il condottiero nerazzurro, poi, parla dei due big della partita: Moscardelli e Granoche: 35 anni il primo, 39 il secondo. Due “vecchietti” di lusso. «Sono fortissimi, nonostante l’età fanno ancora la differenza». Attenzione, però. Il Pisa non è solo esperienza. È anche gioventù, freschezza, dinamicità e fantasia.
«Birindelli è senza dubbio uno dei nostri giovani più promettenti, ha fatto buona gara - prosegue D’Angelo - e ha dato il suo prezioso contributo». All’Arena è stata partita vera. Maschia. E una mano all’agonismo l’ha data senza dubbio Robilotta di Sala Consilina. Pochi cartellini, pochi falli fischiati. Pisa come Londra. Calcio all’inglese e spettacolo assicurato.
«L’arbitro è stato bravo - dice D’Angelo - ha arbitrato una buona partita e non ha inciso in alcun modo sul risultato. Granoche e Maracchi erano da ammonire, lui non l’ha fatto, ma va bene così. Queste non sono cose importanti». E nella sera in cui le strade della città hanno tremato ancora per l’onda di passione nerazzurra, D’Angelo si rivolge alla Curva Nord: «Questa tifoseria non c’entra niente con la Serie C, e neppure con la B. Sono da serie A». —
Andrea Chiavacci
Lorenzo Vannozzi
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