Il Tirreno

Pisa

l’omicidio alla gamerra 

Scieri, primi prelievi per l’autopsia: l’esito entro il 21 luglio

Pietro Barghigiani
Con la maglietta bianca il corpo di Scieri dopo la caduta
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Con la maglietta bianca il corpo di Scieri dopo la caduta

Iniziate a Milano le operazioni per la super perizia. Sì del giudice alla proroga di sei mesi delle indagini

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PISA. Cosa potrà dire a distanza di quasi vent’anni lo sanno solo i tecnici che ieri a Milano hanno iniziato l’autopsia sul corpo di Emanuele Scieri, il parà morto alla Gamerra nell’agosto 1999.. Nell’inchiesta per omicidio volontario in concorso la Procura ha indagato tre ex commilitoni del 26enne siracusano. E ha affidato alla professoressa Cristina Cattaneo, nota per i casi giudiziari di Stefano Cucchi, Yara Gambirasio e altri al centro della cronaca nazionale, la super perizia per chiarire se Scieri sia morto subito, dopo la caduta dalla torre di asciugatura dei paracadute, oppure dopo ore di agonia.

La questione è dirimente. Una morte istantanea farebbe ipotizzare il reato come omicidio preterintenzionale, già prescritto. Un decesso arrivato dopo ore, causato dai mancati soccorsi degli autori degli atti di nonnismo, darebbe credito alle contestazioni della Procura, sostenute dal procuratore capo Alessandro Crini e dal sostituto Sisto Restuccia.

Ieri nel laboratorio di anali forensi c’erano i consulenti delle parti: la dottoressa Antonella Lazzaro per la famiglia Scieri; il professor Giuseppe Fortuni, il dottor Roberto Marruzzo e il professor Vittorio Fineschi (parte civile per la famiglia Cucchi, ndr), per i tre indagati.

Intanto, il gip Giulio Cesare Cipolletta ha accolto la richiesta di proroga di sei mesi delle indagini avanzata dalla Procura con i termini che sarebbero scaduti a fine mese.

Secondo l’accusa i tre indagati la sera del 13 agosto 1999 dopo aver fatto spogliare e picchiato Scieri, 26 anni, neo laureato in Giurisprudenza, lo avrebbero obbligato a salire sulla torre di asciugatura e poi fatto pressione con gli scarponi sulle nocche delle dita.

La caduta da cinque, sei metri provocò lesioni che ora la nuova autopsia, con la rilettura degli atti da parte della professoressa Cattaneo, cercherà di chiarire se capaci o meno di causare un decesso istantaneo. Un quesito a cui la consulente darà una risposta entro il 21 luglio.

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