Sicurezza
Pisa-Arezzo e tanti precedenti per una curva davvero unica
Le coreografie all’Arena, una tradizione con pochi eguali quella allestita nel 2003 fu definita “da Olimpiadi”
PISA. Fantasia, genio, immaginazione. Quando il tifo diventa spettacolo quello che succede in campo passa in secondo piano. Un discorso che vale un po’ a tutti i livelli, dai tifosi del Liverpool che rubano la scena alla squadra di Klopp in finale di Champions League a quelli del Pisa che ai playoff di serie C si dimostrano decisamente da categoria superiore.
Ma non c’erano dubbi, non è certo una sorpresa vedere la curva Nord a livelli altissimi.
La coreografia con le strisce nere azzurre e gialle, questo colore in omaggio alla provincia di Pisa, vista contro l’Arezzo è solo l’ultimo pezzo di una galleria spettacolare.
Due coreografie simili si erano viste nella stagione 1991-92, ma solo con il nerazzurro e il bianco, in B contro Bologna e Cosenza.
Un omaggio alla provincia anche con la Lucchese nel derby del 5 aprile 1992.
La Nord sempre bella nel tifo spontaneo fatto con sciarpe, bandiere, torce e fumogeni degli anni Ottanta ha toccato vette altissime a livello coreografico a cominciare dal derby Pisa-Livorno del 6 aprile 1997, addirittura in serie C2, quando la curva diventa la Piazza dei Miracoli. Spettacolo ripetuto nel 2000-2001 in notturna con il Como.
Nel 2003 il periodico Supertifo nel commentare la coreografia nella finale playoff di andata contro l’Albinoleffe elogia il tifo pisano: “Curva e gradinata mettono insieme una scenografia degna di una cerimonia di apertura delle Olimpiadi” .
Non vanno dimenticate le tante coreografie della Nord per ricordare Maurizio Alberti, a cui la curva è intitolata, in particolare quella di quest’anno con la Pistoiese e quella di tre anni fa con l’Arezzo.
La pioggia complica un po’ la coreografia nella finale di andata dei playoff 2013 con il Latina, ma lo spettacolo è comunque di alto livello con il solito cambio di scena sia nella Nord che in gradinata.
Nei playoff vinti nel 2016 si torna a livelli altissimi già in semifinale con l’omaggio alla maglia strappata da Manfredonia a Klaus Berggreen in Pisa-Juventus del 1986. Sullo sfondo un portiere trafitto da un tiro del numero 7 nerazzurro.
Porterà anche fortuna perché quel giorno il Pisa vince 3-0 con tripletta di Lores Varela e ipoteca la finale per la promozione in B.
Proprio nella gara di andata dell’atto conclusivo c’è l’omaggio alla storia di Pisa Repubblica Marinara, anche questo degno davvero di un Oscar del tifo, per spingere Gattuso e la squadra alla conquista della B.
Adesso siamo in attesa di vedere quale spettacolo ci regalerà il tifo pisano in questa finale dal sapore antico con la Triestina. —
Andrea Chiavacci
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