Gioco
Il sacrificio di due deportati ricordato con una medaglia
«Il 2 giugno sia occasione per accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni» L’auspicio del prefetto durante le celebrazioni per la Festa della Repubblica
PISA. Il sacrificio di Aldo Amleto Luperi di Vecchiano e Giuseppe Rossi di San Miniato, come simbolo della 73ª Festa della Repubblica. La cerimonia, in cui si ricorda la fondazione della Repubblica attraverso la scelta che il 2 giugno 1946 fecero gli italiani votando per la prima volta a suffragio universale, ogni anno è anche l’occasione per la consegna delle medaglie d’onore concesse dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager e destinati al lavoro coatto, dopo l’armistizio dell’8 settembre.
In ricordo dei due deportati nei lager nazisti, ieri durante la festa in piazza Vittorio Emanuele II, sono state consegnate dal prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, due medaglie d’onore in ricordo di Aldo Amleto Luperi, internato nel lager di Moosburg Stalag VII dal 4 gennaio 1944 al 23 maggio 1945: l’ha ritirata il figlio Stefano Luperi. E l’altra medaglia alla memoria, ritirata dalla figlia Rosanna Rossi, era quella per Giuseppe Rossi, internato nel lager di Fallingbostel-Friedhof dal settembre 1943 al maggio del 1944 dove morì da deportato a soli 33 anni.
La cerimonia, organizzata dalla prefettura e dal Comune, è stata l’occasione per la prima uscita ufficiale dei sindaci della provincia che sono stati appena eletti. Una giornata in cui i valori scolpiti nella nostra Carta costituzionale, che sancisce che nessun cittadino può sentirsi abbandonato, ma deve essere garantito nell’effettivo esercizio dei suoi diritti, sono stati al centro di tutte le celebrazioni e delle parole del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di cui ha dato lettura il prefetto Castaldo, prima del suo saluto e dei ringraziamenti alle autorità civili, militari, politiche e religiose. Un saluto è stato rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che hanno lavorato ad un progetto sui valori fondanti della Carta.
«La celebrazione dell’anniversario repubblicano sia l’occasione per accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni tutte, chiamate a fornire risposte alle richieste della collettività di tutela e garanzia dei diritti civili e sociali», sono le parole del prefetto, seguite da una considerazione sui primi mesi di lavoro a Pisa. «Ho avuto modo di toccare con mano l’enorme patrimonio di intelligenza, di voglia di fare che anima questo splendido territorio. È mio intendimento assumere ogni iniziativa per indirizzare tutte queste energie positive verso un impegno corale che veda insieme istituzioni, forze politiche e sociali, cittadini nel concorrere positivamente a un processo di sviluppo del territorio».
Insieme ai sindaci e ai rappresentanti della provincia, ai consiglieri regionali e al parlamentare della Lega, Edoardo Ziello, erano presenti il vicesindaco Raffaella Bonsangue, il presidente della Provincia, Massimiliano Angori, e rappresentanti delle massime istituzioni civili e militari.
Sono state consegnate le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, concesse dal Presidente della Repubblica a cittadini che si sono particolarmente distinti per l’impegno profuso e i risultati ottenuti in diversi ambiti perché la loro azione possa valere da esempio per tutti. Commendatore: professoressa Marta Mosca, professor Rodolfo Capanna, colonnello Giancarlo Franzese. Ufficiale: dottor Claudio Gelli, ingegner Benedetto Allotta. Cavaliere al merito della Repubblica: capitano fregata Paolo Impagnatiello, dottor Vincenzo Pennetti, dottoressa Ellena Pioli. —
S.C.
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