Sicurezza
Festa della Repubblica... Pisana Izzillo stende l’Arezzo ed è finale
I nerazzurri soffrono nel primo tempo e rischiano qualcosa, ma la qualificazione non è mai stata in dubbio
Come con la Carrarese nella regular season, entra Izzillo a metà della ripresa e all’86’’ decide la partita. Un destro da biliardo nell’angolino basso alla sinistra di Pelagotti è il sigillo che chiude Pisa-Arezzo e ufficializza l’ingresso dei nerazzurri in finale: mercoledì all’Arena, e domenica al Nereo Rocco, i nerazzurri e la Triestina si giocheranno la promozione in serie B.
Diciamo subito che il Pisa non ha brillato, l’Arezzo ha messo in campo cuore e grinta ed ha anche costruito qualche buna palla-gol, ma non c’è mai stata l’impressione che i ragazzi di D’Angelo potessero soccombere.
Le squadre erano quelle annunciate. 4-3-1-2 da una parte e dall’altra; nel Pisa De Vitis in difesa e Marin, al rientro dalla squalifica in mediana, mentre l’attacco era quello del primo tempo della gara d’andata con Masucci e Marconi. Dal Canto rispondeva con Belloni dietro Cutolo e Brunori, e Serrotti pronto a scambiarsi con in trequartista.
Primo tempo di sacrificio, almeno fino alla mezz’ora, per il Pisa: l’Arezzo è ovviamente partito lancia in resta, i nerazzurri hanno commesso un sacco di errori in uscita dando ulteriore coraggio alla squadra avversaria. Tifo alle stelle, fumogeni invece bassi tanto che dopo 5 minuti l’arbitro ha dovuto sospendere brevemente la gara per fare dissipare quella fastidiosa nebbiolina gialla. Era Brunori l’attaccante più pericoloso: al 13’ dal fondo riusciva a servire Belloni per un sinistro al volo fuori bersaglio, al 22’ si liberava di De Vitis in area con una finta e sparava da posizione defilata ma molto vicina alla porta, centrando fortunatamente Gori; e al 26’ sempre sull’asse Belloni-Brunori il centravanti entrava in area e veniva murato da Gucher.
Il Pisa si riscuoteva solo dopo il 35’, con gli avversari costretti a rifiatare: su corner di Gucher da destra svettava Marconi senza trovare la porta. L’ultimo acuto prima dlel’intervallo era ancora di marca amaranto, con il solito Brunori servito dalla destra da Serrotti: diagonale quasi dal vertice, bravissimo Marin in scivolata a spazzare via anticipando il possibile inserimento di Cutolo sulla linea dell’area piccola.
All’inizio della ripresa l’occasione più ghiotta per gli amaranto, forse il momento di maggior panico della serata: Cutolo riusciva a liberarsi al tiro su Benedetti, dal limite dell’area, il suo destro incrociato toccava il difensore nerazzurro de Vitis e prendeva velocità davanti a Gori, ma per fortuna la traiettoria era centrale e gli finiva addosso.
Era però una specie di canto del cigno, perché l’Arezzo aveva speso davvero troppo e il Pisa aveva dosato meglio le energie: il secondo tempo era spezzettato e quasi privo di emozioni, i nuovi entrati non portavano grandi energie agli amaranto.
Il Pisa faceva quattro cambi fra il 26’ e il 31’ mettendo dentro due attaccanti nuovi più Izzillo e Meroni, l’inerzia della partita diventava sempre più favorevole anche se al 36’ si rischiava il patatrac quando, su un cross dalla destra, il croato Butic (subentrato da poco allo stremato Cutolo) poteva colpire di testa senza nessuno davanti, ma forse pressato da dietro da Marin inzuccava malissimo.
L’Arezzo continuava a premere ma senza lucidità, il Pisa in attacco teneva bene palla soprattutto con Moscardelli che aveva rilevato Masucci, e proprio Mosca-gol, dopo un paio di prove con Pesenti, al 41’ trasformava in oro un pallone apparentemente innocuo aprendo uno spiraglio al limite dell’area per l’irrompente Izzillo che in un miliardesimo di secondo decideva di piazzare il destro ed eseguiva, molto prima che Pelagotti potesse rendersene conto. Palla nell’angolino, portiere impietrito e l’urlo dell’Arena faceva tremare Porta a Lucca e mezza città.
Era facile passare il turno? Era difficile? Poco prima delle 19, i bookmaker avevano “deciso”: il passaggio del turno del Pisa veniva quotato 1.02 (bisognava giocare 50 euro per vincere... 1 euro), quello dell’Arezzo a 10 ( giocando 5 euro se ne sarebbero vinti 50). Ma il Pisa e l’Arezzo sapevano bene che il solco non era così netto. È vero, partire con il vantaggio della vittoria esterna di mercoledì dava ai nerazzurri la possibilità di respirare perché gli aretini, per passare il turno, non solo avrebbero dovuto vincere, ma anche farlo con almeno due gol di scarto. Ma nell’unica occasione in cui in questa stagione l’Arena era stata violata, ad opera della Pro Patria nello scorso dicembre, era arrivato proprio uno 0-2.
Il Pisa d’altra parte era rinfrancato anche per essere l’unica squadra in grado di battere gli amaranto sul loro terreno, che era inviolato da 15 mesi.
E le due squadre si sono presentate sul prato dell’Arena con un bilancio stagionale in parità: una vittoria aretina (nella gara di ritorno della stagione regolare, 1-0 su rigore), un pareggio (all’Arena, 0-0 nel settembre scorso) e una vittoria del Pisa (al “Città di Arezzo” per 3-2, mercoledì scorso). Dei tre scontri precedenti, proprio l’ultimo era il più indicativo, sia perché più “fresco” sia perché vedeva in campo quasi tutti gli stessi protagonisti. Ad Arezzo la partita era stata in bilico per 70 minuti, fino a quando Gori aveva parato il rigore del possibile 3-3 di Cutolo.
E ora la finale: la Triestina, battendo 2-0 la Feralpisalò dopo aver pareggiato all’andata, ha acquisito il diritto di affrontare il Pisa nella doppia sfida per la B. Andata mercoledì all’Arena, ritorno domenica a Trieste, nessuna squadra ha un vantaggio regolamentare: dopo i 180’ canonici, chi ha segnato più gol va in B (e quelli fuori casa non valgono doppio); in caso di parità, supplementari ed eventuali rigori. Stamani in Lega la riunione per decidere gli orari. —
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