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Pisa-Arezzo, 90 minuti di fuoco Arena Garibaldi esaurita e diretta tv

Antonio Scuglia
Pisa-Arezzo, 90 minuti di fuoco Arena Garibaldi esaurita e diretta tv

Alle 20.30 la sfida che vale l’accesso alla finale per la serie B, i nerazzurri sono favoriti ma non possono distrarsi

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Gli ultimi biglietti di tribuna superiore sono stati spazzati via nel primo pomeriggio di ieri, gli altri erano già terminati da ore o da giorni. E poco dopo le 16 è arrivato anche l’annuncio della prefettura: «Accolta dalla Rai la richiesta del Prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, di diretta Tv per l’incontro di calcio Pisa-Arezzo. La gara di ritorno dei playoff di serie C sarà trasmessa su Raitre regionale a partire dalle 20.30».

Stasera dunque all’Arena ci sarà il pienone per la semifinale di ritorno tra Pisa e Arezzo: 9.500 persone, un migliaio delle quali di fede amaranto, con il fiato sospeso per 90 minuti più recupero. Al triplice fischio finale del signor Ayroldi di Molfetta, figlio e nipote d’arte, una delle squadre festeggerà la qualificazione per la finalissima che vale la serie B, l’altra uscirà di scena comunque con un senso di ingiustizia.

torneo falsato

Già, perché in condizioni normali entrambe le contendenti potevano aspirare alla promozione diretta, senonché il campionato di quest’anno è stato uno dei più falsati della storia. C’erano infatti nello stesso girone ben quattro formazioni che avevano chiesto il ripescaggio in B dopo lo scellerato blitz della Lega cadetta nella scorsa estate, quando 19 squadre decisero di spartirsi la torta che sarebbe invece spettata a 22.

le regole

Il Pisa riparte dal vantaggio acquisito nella gara d’andata vinta ad Arezzo per 3 a 2: regolamento alla mano, gli amaranto, per passare il turno, alla fine dei 90’ regolamentari più recupero (non ci saranno comunque tempi supplementari o rigori successivi) dovranno essere in vantaggio di almeno due gol (0-2, 0-3, 1-3, 1-4, 2-4. . .), altrimenti passerà il Pisa.

le squadre

Rispetto alla partita di andata, il Pisa ritrova il mastino della mediana Marin (che era squalificato), e anche il suo compagno di reparto Verna, reduce da un problema muscolare, è recuperato e pronto a giocare, magari a gara in corso. Quindi De Vitis, centrocampista di nascita ma difensore d’adozione, tornerà a far parte del pacchetto arretrato insieme a Birindelli, Benedetti e Lisi.

Il resto della squadra potrebbe essere lo stesso di partenza di mercoledì scorso, salvo che l’allenatore nerazzurro D’Angelo voglia gettare subito nella mischia il grande ex Moscardelli.

Fra gli avversari, che dovrebbero giocare come il Pisa con un 4-3-1-2, c’è qualche dubbio in attacco su Cutolo, ma il fantasista resta favorito su Rolando come compagno di reparto del cecchino Brunori.

Il tecnico aretino Dal Canto ha presentato ieri sul sito ufficiale amaranto la sfida: «Serve una partita di alto livello, dovremo approcciarci come se fosse una finale», ha detto. «La partita deve rimanere aperta più possibile. Abbiamo dimostrato di saper mettere in difficoltà qualsiasi squadra, dobbiamo essere l’Arezzo di tutta la stagione con pregi e difetti. Manca un pezzetto che può cambiare la vita sportiva di tutti. Domani (oggi per chi legge, ndr) non abbiamo niente da perdere. Abbiamo l’esigenza di pensare cosa dobbiamo fare noi ed è una partita di calcio dove non c’è nessuno che vola e dobbiamo giocarcela serenamente».

Conclude Dal Canto: «Abbiamo una grande possibilità. Dobbiamo andare contenti perché se andiamo fuori vuol dire che sono stati più bravi di noi e non è sfortuna. Se nessuno facesse mai un errore finirebbero tutte 0-0. Se andiamo a Pisa e ribaltiamo il risultato è una cosa che rimarrà nella storia. Dovremo essere folli. Se usciremo vuol dire che abbiamo fatto un campionato di alto livello».

Per quanto riguarda gli undici titolari «vediamo, può essere che uno o due cambino, o può essere che rigiochino gli stessi. Sono solo le motivazioni che spingono ad affrontare questa partita, dobbiamo essere orgogliosi e contenti di andarsi a giocare la possibilità di andare in finale».

Quel che è certo è che il Pisa non può permettersi distrazioni. Nella partita di andata, bellissima, la differenza l’ha fatta la mira dagli undici metri: Marconi ha trasformato con freddezza il rigore del 2-2, preludio dell’ultimo sorpasso, e poi il portiere pisano Gori ha ipnotizzato Cutolo parandogli quello del possibile 3-3. L’Arezzo è una squadra che diventa pericolosissima quando riesce a combinare in velocità, basta distrarsi un attimo e colpisce. Sta al Pisa dimostrare, per l’ennesima volta, di essere... il Pisa che la città conosce e ama. –



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