Il Tirreno

Pisa

in sant’antonio 

I Salvucci lasciano la storica bottega

Renata Viola
I Salvucci lasciano la storica bottega

I fratelli Pierino e Giuliano hanno deciso di ritirarsi Le redini dell’attività passano a Dan che arriva dal Nepal

2 MINUTI DI LETTURA





pisa. «Giuliano ed io vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti che in questi quarantasei anni si sono serviti da noi. Ci hanno dato fiducia e affetto, regalandoci tante e tante soddisfazioni». Con gli occhi lucidi Pierino Salvucci, contitolare insieme al fratello Giuliano della storica bottega di alimentari di via D’Azeglio, tra le più antiche di Pisa, lascia le redini del negozio al nuovo proprietario. Si chiama Dan, è un quarantasettenne nepalese, residente da oltre venti a Pisa, già titolare di un forno in via Conte Fazio. Avrà il compito di “ringiovanire” il negozio preservandone la qualità. Il passaggio del testimone è avvenuto da qualche settimana, per i due fratelli, Pierino, 75 anni e Giuliano 68, è giunto il momento della pensione. «Restiamo ancora in bottega ad istruire Dan– ha sottolineato Pierino– finché non sarà operativo al cento per cento. Deve imparare tutto ciò che c’è da sapere, da come accontentare i clienti a riconoscere i prodotti giusti. E soprattutto le forniture saranno le stesse». Sebbene il lavoro in questi anni sia stato incessante, sembra che i Salvucci non abbiano fretta a farsi da parte. Soprattutto dopo aver resistito alla concorrenza della grande distribuzione. «Non è sicuramente a causa loro che abbiamo venduto – ha spiegato Pierino - . Quando aprimmo, nel ‘73, c’era un supermercato proprio qui accanto e pochi avrebbero scommesso su di noi. In realtà ha chiuso prima lui, facendo posto a un garage». Nel ripercorrere quasi mezzo secolo di storia Pierino ha ricordato che quando prese in gestione il negozio, in realtà era poco più di un emporio che vendeva liquori, lacci per scarpe, in cui guadagnava circa diecimila lire al giorno. «Giuliano all’epoca faceva il servizio militare in Marina e pertanto venne ad aiutarmi una bravissima ragazza di Caprona, Sara. Ma la svolta ci fu un anno dopo, quando decidemmo di buttare tutto e di rifare il negozio “alla meglio”trasformandolo in una salumeria. Giuliano rientrò, mia moglie cominciò a cucinare piatti da asporto e a malincuore salutammo Sara che ci è rimasta sempre nel cuore». Il negozio decolla grazie ai prodotti di qualità e alla cortesia dei titolari. Un punto di riferimento non solo del quartiere Sant’Antonio, ma della città. Quasi tre generazioni di pisani hanno fatto la fila per comprare la zuppa toscana di Pierino, i pomodori ripieni, i muscoli ripieni e le salsicce del Cesqui, maestro di norcineria. Era il negozio che apriva prestissimo in cui ti facevano il panino al volo, la mattina prima di andare a scuola. «Abbiamo lavorato duro, onestamente e nel rispetto dei nostri clienti» conclude Pierino. —

Renata Viola

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca