Gioco
Caso Sesta Porta, Filippeschi: tutte le responsabilità della destra
L’ex sindaco replica all’attuale primo cittadino che aveva accusato l’amministrazione precedente del debito di 9 milioni di euro
PISA. «Nuovo autogol di Conti sulla Sesta Porta. Come tutti sanno le difficoltà che il Comune, cioè i cittadini pisani, ha dovuto subire è dovuta al tradimento di un impegno di acquisto, di un contratto, già sottoscritto dall’Ingv per 9 milioni di euro (ecco il “debito”). La destra però è implicata fino al collo nei danni fatti contro Pisa, ad ogni livello». Così l’ex sindaco Marco Filippeschi replica alle affermazioni del sindaco Michele Conti sul caso Sesta Porta.
In pratica, Conti ha accusato la precedente amministrazione, a guida Filippeschi, di aver lasciato un buco da 9 milioni nei bilanci della società immobiliare Sviluppo Pisa (proprietà al 100% di Pisa e, di conseguenza, del Comune), spiegando che ora la nuova giunta ha praticamente trovato un’intesa con Ingv, ma che si trova “costretta” per ripianare il debito anche ad acquistare porzioni di due piani del complesso di via Battisti.
«Uomo della destra è il presidente dell’Ingv, il professor Stefano Gresta: ciò è risaputo dal 2012, anno della nomina, ed anche recentemente ha collaborato con il candidato sindaco di Catania di Forza Italia», dice Filippeschi, che aggiunge: «L’avvocato scelto da Gresta e pagato con lauta parcella per difendere l’Ingv (come da interrogazione presentata dal M5s nel 2015 è Gino Mannocci, un pisano con studio in via Crispi 16. È la stessa persona che oggi siede come consigliere comunale a Palazzo Gambacorti nella maggioranza di Conti».
Il Comune, con la sua società Sviluppo Pisa, «poiché aveva ragione al cento per cento - continua Filippeschi - ha chiesto giustizia ed ha vinto tutte le cause, costringendo l’Ingv a venire a patti e portando nel 2018 la società alle soglie di un accordo riparatore. Cos’ha poi fatto Conti in un anno? Perché l’accordo non è stato ancora sottoscritto? E perché non una sola parola contro gli autori dello spregio? C’è mica qualche riguardo di troppo per chi ha gestito l’Ingv ai danni della nostra città? Un sindaco che intorbida le acque perde di credibilità. Quando invece sarebbe onesto e facile dire la semplice verità, dare atto a chi ha fatto gli interessi del Comune e stare con rigore dalla parte degli interessi pubblici. Conti - conclude l’ex sindaco - cambi registro: lavori, faccia il suo dovere e chiarisca i motivi del suo ritardo». —
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