Il Tirreno

Pisa

Anche dalla provincia tira il vento della passione

Pietro Mattonai
Anche dalla provincia tira il vento della passione

I sostenitori nerazzurri dei club si preparano a riempire l’Arena Garibaldi «Ci sembra di essere tornati ai tempi di Ventura: sempre all’attacco»

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Pontedera. L’aria è quella frizzantina da partita da dentro o fuori. Una montagna russa che viaggia tra il paradiso e l’inferno che, per stavolta, non spaventa i tifosi del Pisa. Sia chiaro: nessuno vuol mettere il carro davanti ai buoi. La partita con l’Arezzo è tutta da giocare. Ma il clima è dei migliori. «Sembra di essere tornati all’era di Ventura: giochiamo sempre per attaccare e per vincere». E quando a Pisa si scomoda il nome dell’ex cittì della Nazionale, vuol dire che qualcosa sta veramente succedendo.

A rievocare Ventura e il Pisa delle meraviglie è Daniele Paffi, presidente del Dragonfly Club Pisa e anche magistrato dei Leoni per il Gioco del Ponte. «Il clima è quello - spiega - per esempio, dopo il secondo gol dell’Arezzo, i miei amici mi chiedevano come facessi ad essere così sereno: semplice, la squadra è viva e anche in svantaggio giochiamo senza paura». E detto da Daniele, che allo stadio ci va qualche decennio, vale doppio. «In tutti questi anni ne ho viste di cotte e di crude - continua - ma il lavoro di mister D’Angelo è sotto gli occhi di tutti». La fiducia c’è, ma prima di parlare di finale bisogna stare all’erta. «Per scaramanzia non abbiamo organizzato niente in vista della finale - sorride -, abbiamo grande fiducia nella squadra e nella società, ma fino a domenica sera non voglio sentire troppi discorsi».

Altro tifoso, stesso pensiero. Dopo il match di Arezzo, il destino è nelle mani del Pisa. «Ero allo stadio mercoledì e ci sarò anche oggi: le cose si sono messe abbastanza bene e, statistiche alla mano, siamo piuttosto tranquilli». Parola di Claudio Leoni, tifoso del Club La Torre Pendente di Pisa, che per domani sera vede i nerazzurri favoriti. «Non dobbiamo cantar vittoria - spiega - ma in classifica l’Arezzo è arrivato dietro di cinque punti e, per bocca del suo stesso allenatore, contro il Pisa hanno giocato la miglior partita della stagione. Vincere con due gol di scarto, per loro, sarà durissima». Anche perché, secondo Claudio, il Pisa ha dimostrato di essere una gran bella squadra durante i playoff. «Sia con la Carrarese che con l’Arezzo abbiamo fatto vedere di saperci rimettere in carreggiata nei momenti difficili - prosegue - sono fiducioso: rispetto allo scorso anno, questa squadra ha uno spirito diverso». Uno spirito che ha conquistato tutti: giovani e meno giovani. «Il nostro è un club trasversale, siamo tanti cinquantenni cresciuti con Anconetani, ma ci sono anche tanti ragazzi che lo hanno visto solo sui libri di storia», scherza Roberto Gozzoli del Pisa Club di Casciana Terme («Casciana terra pisana», ci tiene a dire) che, da buon scaramantico, alla Romeo Anconetani, appunto, non si sbilancia. «In paese la tensione si taglia a fette, si percepisce nei gesti e nelle parole di tutti. Saremo allo stadio a tifare come sempre». —

Pietro Mattonai

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