Sicurezza
Marciapiedi in città: bocciati Le pagelle di Legambiente
Indagine dell’associazione dal titolo “Andiamo a piedi”. Bene il viale delle Piagge Le strade peggiori sono invece via Battelli, via Garibaldi e via Mazzini
PISA. «Inesistenti, stretti, a singhiozzo, pericolosi, dissestati, sporchi e bui». Sono alcuni degli aggettivi affibbiati da Legambiente ai marciapiedi in città. Il report “Andiamo a piedi” redatto dai volontari dell’associazione è implacabile e rilancia l’allarme della “pedonalità” di una città che si dichiara tale solo nei proclami. «Fino al 2012 c’è stata un’escalation positiva dell’uso del mezzo pubblico, ma a causa della crisi da quell’anno le persone sono ritornate in massa ad usare l’auto o la bici nel migliore dei casi», dice Roberta Timpani, vicepresidente di Legambiente. La stessa riprende: «Eppure la nostra città nel suo centro urbano ha un diametro di poco più di un chilometro. È percorribile a piedi».
Peccato che le segnalazioni arrivate a Legambiente in pochi mesi di indagine siano nettamente negative e cioè ben 87 contro le 27 segnalazioni positive. La cosa che preoccupa il pedone è lo stato strutturale dei marciapiedi, ma anche il rumore, i miasmi ed i cattivi odori degli scarichi delle auto, la sporcizia della malamovida. Insomma, a Pisa non si passeggia per niente bene. Fa sorridere amaramente che a rendere la vita impossibile al pedone sia spesso la stessa amministrazione comunale come in via Battelli da dove arriva la segnalazione che la via è piena di cartelli stradali e pubblicitari che costringono il pedone a zigzagare. Via Roma ha strisce pedonali che finiscono su un muretto e sempre lì si passeggia avvolti nello smog. Via Garibaldi ha marciapiedi strettissimi su ambo i lati e le macchine sfrecciano, mentre in via Mazzini a sfrecciare sono i bus con i pedoni che percorrono gli strettissimi marciapiedi rasenti alle mura delle case.
Il problema è che per allargare i marciapiedi si devono togliere spazi ai parcheggi delle auto «e così la città è a misura di veicoli e non di pedoni», spiegano da Legambiente. Ed infatti da via Gereschi arriva la segnalazione di macchine parcheggiate sui marciapiedi, così come in via San Martino e via Giovanni Battista Pellizzi ed in piazza Guerrazzi mancano almeno due attraversamenti pedonali. Via dei Notari non ha marciapiedi, ma in compenso sfodera, da un decennio circa, tavolacci di legno che coprono le buche, i cocci di bottiglie e vanamente il puzzo di urina. Vicolo del Poschi in pieno Borgo Stretto ha un solo lampione per l’intera strada.
«Sì, uno degli altri problemi - continua Timpani - è la scarsa illuminazione delle strade e quindi dei marciapiedi». Che cosa si salva? Stando alle segnalazioni sono promossi il viale delle Piagge (un po’ scontato), via Croce e via XXIV Maggio. Una prima conclusione a cui arriva il report è che «la cura dei luoghi dove si cammina, dalla qualità dei marciapiedi ad un’adeguata illuminazione, è una misura prioritaria, mentre resta necessaria l’attenzione ad una progettazione e rigenerazione urbanistica che assuma la mobilità pedonale come obiettivo strategico dentro la mobilità generale».
Altra conclusione a cui portano le 38 pagine del documento è che «la distribuzione delle segnalazioni negative è particolarmente alta in due aree prossime ed esterne alle mura dove i pedoni transitano per uscire o entrare dalla città, forse provenendo dalla periferia e muovendosi per raggiungere o lasciare il lavoro od i servizi o esercizi commerciali». Altro “rosso” si trova in centro, mentre la zone periferiche (a parte alcune con alta densità abitativa come Pisanova) hanno poche segnalazioni, forse perché in quelle zone la mobilità è soprattutto a motore. Se a questo si aggiunge quello che anche i ciclisti non sono proprio i benvenuti, la città appare sempre più invasa da auto e furgoni per le consegne delle merci. —
Carlo Venturini
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