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Vigile del fuoco morto in moto automobilista patteggia 2 anni
pisa. Un patteggiamento a due anni per omicidio stradale con la sospensione della pena e la revoca della patente. E il risarcimento, avvenuto nei mesi scorsi, ai familiari della vittima di un incidente stradale avvenuto il 22 settembre scorso.
Si chiude con la sentenza pronunciata ieri mattina dal gup Giulio Cesare Cipolletta, il fronte giudiziaria per la morte di Salvatore Candigliota, vigili del fuoco di 52 anni in servizio nella caserma di via Matteotti e residente a neanche un chilometro di distanza in via Matteucci.
Il vigile morì praticamente sul colpo nello schianto tra la sua moto e l’auto condotta da Paolo Mattonai un sabato pomeriggio di settembre sulla via Volterrana a Terricciola.
Mattonai era difeso dall’avvocato Marco Andrea Leoncini, pm in aula Sisto Restuccia che ha dato parere favorevole all’ipotesi di patteggiamento accolta dal gup.
Nel corso delle indagini, la difesa dell’automobilista ha sottolineato con memorie scritte l’assenza di cartellonistica stradale in cui si dava conto del limite di velocità di 60 km/h disposto con ordinanza.
Candigliota aveva una grande passione per le moto. Quel giorno tragico era uscito per un giro in Valdera, luogo ricco di tornanti e paesaggi ideali per gli amanti delle due ruote con o senza motore.
Da 28 anni in servizio come vigile del fuoco nella sede centrale di Pisa, dopo un periodo iniziale all’aeroporto Galilei, Candigliota era stato trasferito nella caserma di via Matteotti dove lavorava come autista. Viveva con il padre, non era sposato e non aveva figli. Aveva partecipato ad almeno tre missioni all’estero. Nel dicembre 2003 era stato con altri colleghi pisani in Iran devastato dal terremoto. —
P.B.
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