Il Tirreno

Pisa

In consiglio è tempo di larghe intese “Forza Pisa” mette tutti d’accordo

Giuseppe Boi

«Orgoglio e brividi»: la politica pensa al nuovo stadio e si stringe intorno «a quella che non è una squadra, ma un malattia»

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È tempo di larghe intese in consiglio comunale. Addio alle polemiche politiche e alle dispute sulle elezioni di domenica scorsa. In queste ore si è creata una maggioranza trasversale e dalle proporzioni bulgare. Da destra a sinistra non si fa altro che parlare di orgoglio, brividi ed emozioni. È la magia del Pisa che lotta per la promozione in B. Una cavalcata capace di unire in un abbraccio unico tutta la politica pisana che si è già vestita di nerazzurro e, nonostante la scaramanzia, sogna il grande salto. E i toni sono da ultras: «Il Pisa non è solo la squadra della città: è una malattia. Finché c’è posto siamo in ogni stadio. Siamo veramente forti e non abbiamo paura di nessuno», afferma senza timore di smentita il consigliere Alessandro Bargagna.

Del resto il leghista era reduce dalle emozioni della partita di Arezzo: «Ero allo stadio mercoledì e ci sarò anche domenica». E se anche nelle tribune del Comunale aretino ha rischiato di prendere qualche botta, la passione e le emozioni non si dimenticano. «Il momento più bello è stato il rigore parato da Gori - ricorda Bargagna -: in tribuna hanno “massacrato” me e l’assessore Raffaele Latrofa (vedi articolo nella pagina a sinistra, ndr) perché abbiamo esultato. I tifosi dell’Arezzo non l’hanno presa bene, ma quella parata è stata una liberazione: il momento clou di una grande partita all’interno di una grande annata. Facciamo gli scongiuri, ma squadra e città meritano di raggiungere la finale e centrare l’obiettivo».

«Sono scaramantico, è inutile negarlo, e del resto è uno dei modi in cui si vive il calcio, ma dopo la gara di ieri la mente va già al futuro», commenta Giuliano Pizzanelli del Pd, anche lui trascinato dall’entusiasmo nerazzurro. «Ho visto la gara con l’Arezzo alla tv – racconta –, abbiamo giocato molto bene, certo serve un’ulteriore conferma ma sogno una finale con la Triestina. Questa mattina (ieri, ndr) ho sentito in città tanto entusiasmo. Non accadeva dai tempi dell’ultima promozione. Anche perché la squadra non ha solo qualità tecniche, ma è arrivata ai playoff bene dal punto di vista atletico. In più, diciamolo, anche la fortuna sembra essere dalla nostra: e il calcio di rigore sbagliato dall’Arezzo lo dimostra».

«Abbiamo realizzato un’impresa entusiasmante», conferma Francesco Niccolai di Nap-Fdi. «Mi sono divertito e sono contentissimo – aggiunge –, anche se bisogna essere scaramantici, incrociare le dita e ricordarci che la strada è ancora lunga. E domenica ci sarò, come sempre in questa stagione: io, mia moglie ed i miei tre bambini siamo abbonati e saremo sugli spalti, come sempre, vestiti di nerazzurro».

Chi farà di tutto per esserci è Alessandro Tolaini: «Sono già in fibrillazione per domenica. Devo riuscire ad acquistare il biglietto e sono pronto ad prenderlo anche in tribuna: vale la pena fare un sacrificio economico». Anche perché, sottolinea il consigliere del M5s, «stiamo riassaporato sensazioni vissute in occasione di partite storiche. Ho visto la partita di Arezzo in tv e ho provato grande soddisfazione. Era come se rivivessi Perugia e Foggia. Abbiamo una bella squadra, quadrata e capace di recuperare e far tornare l’orgoglio nerazzurro. E poi sì, una volta tanto anche in politica siamo tutti d’accordo e, sinceramente, mi preoccuperei in caso contrario».

«Prima la promozione, poi lo stadio nuovo: sarebbe bellissimo!», prende la palla la volo Maurizio Nerini di Nap-Fdi. «Non sono un fedelissimo, ma qualche partita l’ho vista e domenica spero di riuscire a trovare posto alla stadio – ammette –. Il Pisa è il Pisa, i colori politici non trovano spazio e non hanno senso: c’è solo il nerazzurro. E la questione stadio può essere l’occasione per creare qualcosa di unico: un’Arena all’interno di un quartiere, una cosa veramente all’inglese».

Chi, invece, non sarà suo malgrado allo stadio è Matteo Trapani del Pd: «Purtroppo ho degli impegni di lavoro, ma sarò libero per l’eventuale finale e sarò alla stadio». Perché, inutile dirlo, la testa va già oltre la partita di domenica prossimo: «Bando alla scaramanzia, possiamo farcela. È un momento, anzi è stata una stagione tutta di emozioni. Non possiamo dimenticare come siamo arrivati a questa semifinale: la squadra è cresciuta e maturata con il passare delle partite. Mi ricorda calcisticamente il 2006- 2007: anche allora abbiamo lottato e vinto con pochi gol di scarto, speriamo il finale sia lo stesso. Anzi: ai tifosi dell’Arezzo dico di venire a Pisa, ma consci di potersi godere solo le bellezze della nostra città». —



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