Gioco
Strada in discesa? Guai dirlo, l’adrenalina rimanga a mille
Guai a pensare che la strada ora sia in discesa, ma il risultato maturato ieri sera al “Città di Arezzo” ha un valore altissimo. La sfida sulla carta era difficile, anzi difficilissima, e lo avevano spiegato i bookmaker, gente poco romantica che basa le proprie quote su dati matematici e non sentimentali: la vittoria della squadra amaranto veniva data più o meno a 2.30 e quella del Pisa a 3.20, un segnale chiaro della forza casalinga degli uomini di Dal Canto. Anche se nella giornata di ieri, a causa delle molte puntate sul Pisa, il pronostico si era riequilibrato.
I parametri “logici” della sfida erano i seguenti: l’Arezzo in questa stagione non ha mai perso in casa, un vero e proprio record, e nei playoff la porta di Pelagotti era imbattuta da 187 minuti, ovvero dal finale della gara con il Novara quando Eusepi, al 37’ st, aveva segnato il gol della speranza per i piemontesi (2-2); poi aveva asfaltato la Viterbese 2-0 in Toscana e 2-0 a domicilio. Infine, nel doppio confronto con il Pisa nella stagione regolare, gli amaranto avevano pareggiato all’Arena e poi vinto in casa 1-0, il 23 gennaio, infliggendo ai nerazzurri l’unica sconfitta in campionato del 2019. Lo stesso risultato con cui gli amaranto avevano battuto i nerazzurri nell’ultima giornata del 2017-18 (gol di Moscardelli, l’ultimo con la vecchia maglia) conquistando la salvezza diretta ai danni del Gavorrano.
Arezzo, insomma, è un campo sempre difficile per il Pisa, oltre che “ostile” dal punto di vista della tifoseria. In 26 precedenti nella città dell’oro prima di ieri i padroni di casa avevano raccolto ben 15 vittorie, a fronte dei nove pareggi e due soli successi nerazzurri, l'ultimo nel 2002-03 firmato da Varricchio.
Ma la forza e il cuore della squadra di D’Angelo hanno esorcizzato la tradizione sfavorevole e congelato i tentativi amaranto di chiudere in vantaggio il primo round.
E ora? Ora si mette in archivio la gara di ieri e si pensa al retour match di domenica che andrà giocato, così come è stato fatto contro la Carrarese, senza lasciare il pallino del gioco agli avversari. All’Arena, nella gara del 25 settembre, giocata in un clima surreale con i bagliori dell’incendio dei Monti Pisani dietro le spalle - una partita che sarebbe stato giusto non giocare e che l’Arezzo si rifiutò di rinviare - il Pisa non sfondò, ma quello non era ancora il “vero” Pisa, quello che abbiamo conosciuto nel girone di ritorno. Finì 0-0. Domenica 2 giugno, alle 20.30, l’Arezzo troverà un’Arena “infuocata” nel senso buono, cioè quello del tifo, con novemila cuori nerazzurri pronti a spingere la squadra di D’Angelo.
Il regolamento dice che al Pisa, per passare il turno, basterà aver segnato nella doppia sfida (senza supplementari) lo stesso numero di gol degli avversari, e quelli segnati fuori casa valgono come quelli segnati in casa: novanta minuti a disposizione per conquistare l’accesso alla finalissima, tutti da vivere con l’adrenalina a mille. —
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