Il Tirreno

Pisa

dopo la sconfitta a san giuliano 

Legnaioli (Lega) «Attento sindaco non hai vinto al Superenalotto»

V.L.
Legnaioli (Lega) «Attento sindaco non hai vinto al Superenalotto»

La deputata ironizza sull’immagine del primo cittadino E nella replica all’avversario sbaglia anche il suo nome

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san giuliano. Era stata indicata come la “delegata” del partito di Salvini alle amministrative di San Giuliano Terme. Vuoi perché è il suo comune d’origine vuoi per l’assetto che la commissaria toscana della Lega, la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi (prossima all’addio al ruolo di prima cittadina per ricoprire quello di europarlamentare) ha dato ai “militanti” in relazione alle campagne elettorali - numerose e difficili - sul territorio provinciale dove è cominciata la fortuna della Lega in Toscana.

Ma per Donatella Legnaioli, deputata leghista ed deus ex machina della campagna del centrodestra a San Giuliano, le cose non sono andate brillantemente: prima rinuncia alla candidatura (a conferenza stampa già convocata) l’uomo sulla quale la Lega puntava, Vincenzo Ferri. Poi il nuovo candidato, Antonio Casucci, a cui va l’onore delle armi per aver tentato in rincorsa di conquistare l’elettorato, non raggiunge l’obiettivo minimo: il ballottaggio. Non è un caso, quindi, che a commento della vittoria al primo turno il riletto sindaco Sergio Di Maio, chiami in causa proprio lei, l’onorevole Legnaioli, alla quale ha dedicato - ironicamente - la vittoria.

Comprensibile che dall’altra parte ci sia poca voglia di scherzare. E Legnaioli rilancia. Lo fa sbagliando (volutamente?) il nome dell’avversario politico nel comunicato stampa di replica al neo rieletto sindaco (Dimaio tutto attaccato anziché Di Maio) e canzonandolo sulla posa assunta nelle foto ricordo del giorno della rielezione.

«Lo confesso: quando abbiamo visto la foto di Dimaio, in un primo momento siamo scoppiati tutti a ridere. Sembrava che avesse vinto al Superenalotto. Roba da champagne e caviale, fuochi d'artificio e squilli di tromba, insomma», mette nero su bianco Legnaioli a commento di un risultato elettorale che a San Giuliano ha visto la Lega “perdere” qualcosa come 1.302 voti tra Europee (con il partito di Salvini al 30,45%) e Comunali (dove la Lega ha conquistato il 24,29% dei voti): una “migrazione” di consensi verso il centrosinistra che è stato un po’ il motivo dominante di queste amministrative ma che, per esempio, non è accaduta a Pisa dove la Lega, rispetto alle Comunali di un anno fa, ha ampliato al propria base di consenso.

Detto ciò è sulla foto di Di Maio che Legnaioli prosegue: «Ma, a ben vederla, quella di sé è un'immagine già sbiadita. Non tanto per le sue parole di rabbia e acredine personale nei miei confronti (che ribadiscono comunque i suoi limiti) quanto piuttosto per la conferma desolante di come la sinistra non abbia ancora imparato la lezione: un conto è vincere, un altro è governare. È una differenza enorme. Evidente ormai a molti, soprattutto dopo quel famoso 40% di Renzi alle Europee del 2014 crollato sin dal giorno dopo, ma evidentemente non a tutti. Tra questi, il sindaco di San Giuliano Terme».

«Qui, caro sindaco - prosegue la parlamentare -, in palio non c'era la lotteria o la finale di Champions League. Qui c'è il destino dei sangiulianesi e di un territorio e di un tessuto produttivo che faticano a riprendere fiato. Fossi in lui poserei, dunque, quel trofeo immaginario (e presente solo nei suoi sogni di gloria). Fossi in lui mi metterei, piuttosto, subito al lavoro. Né più né meno come, a livello nazionale, la Lega ha già fatto nonostante il trionfo clamoroso ottenuto alle elezioni europee e amministrative di domenica scorsa».

«Anche perché - conclude Legnaioli mettendo in evidenza la cifra più significativa di questa tornata elettorale, il boom della Lega appunto - rispetto alla passata consiliatura c'è anche un'altra bella differenza che forse, tra un brindisi e un altro, non è stata ancora colta: un conto è governare senza nemmeno un consigliere della Lega all'opposizione, un altro è averne alle costole addirittura sette. Insomma, più dei voti contano i fatti. Buon lavoro, caro sindaco». — V.L.

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