Italia
La città dell’oro brilla solo per il Pisa nella gara più emozionante dell’anno
Vantaggio nerazzurro, rimonta, controrimonta e Gori para il rigore del possibile 3-3 a Cutolo. 1.500 tifosi in delirio
Nel primo tempo Marconi bussa, Cutolo risponde. E se i primi 45’ sono stati densi di emozioni, la ripresa è addirittura esplosiva: amaranto subito avanti con Brunori, controrimonta nerazzurra con Marconi dal dischetto e il capolavoro di De Vitis, l’Arezzo potrebbe riagguantarla a sua volta su rigore ma Gori neutralizza il tiro di Cutolo dagli undici metri. E così il Pisa espugna il “Città di Arezzo” dove i locali non perdevano da più di un anno, acquisendo un vantaggio importantissimo per la gara di ritorno. Uno stadio che vede la tifoseria aretina ghiacciata dal risultato finale, mentre la curva nerazzurra canta a squarciagola il suo amore per i colori del cuore.
Entrambe le squadre erano arrivate al match con un ruolino invidiabile. Il Pisa infatti, dopo la sconfitta sul campo degli amaranto lo scorso 23 gennaio, ha incasellato prima di ieri sera ben 18 risultati utili sul campo - quasi tutte vittorie, oltretutto - mentre nelle tre partite già giocate dei playoff l’Arezzo, dopo aver pareggiato in casa (2-2) con il Novara, ha battuto facilmente la Viterbese sia all’andata che al ritorno.
Un’assenza per ciascuno, per motivi disciplinari: Remedi fra i locali (due giornate, l’Arezzo ha fatto ricorso e spera di riaverlo nel retour match), Marin (un turno) fra i nerazzurri. Ma con mezza squadra di casa diffidata: Pelagotti, Luciani, Pelagatti, Buglio, Foglia, Serrotti, Cutolo e Basit.
In millecinquecento hanno seguito il Pisa partendo sotto il nubifragio, tantissimi altri la partita l’hanno vista in tv, ma con il cuore erano nella città dell’oro. Qualcuno nel Pisa, oltre che essere tifoso, ha militato anche a lungo e avrebbe voluto essere ancora in campo. Uno su tutti l’ex capitano Emiliano Niccolini: «Forza ragazzi!!!! Non un passo indietro» ha scritto su Facebook.
C’era curiosità per gli aspetti tecnici della gara, ma anche per l’assetto tattico. In occasione della gara di ritorno della stagione regolare, infatti, Dal Canto aveva schierato una difesa a tre diversamente dal solito. Cosa che però non si è ripetuta ieri: difesa a quattro, con Belloni trequartista dietro gli attaccanti Cutolo e Brunori.
Nel Pisa, D’Angelo ha schierato dall’inizio Marconi accanto a Masucci, piazzando De Vitis a centrocampo perché più in grado di fare filtro rispetto a Izzillo, giocatore dalle caratteristiche più offensive; Meroni quindi ha fatto il compare di Benedetti in mezzo alla difesa.
La chiave tattica della gara sin dall’inizio ha visto un Pisa più portato a velocizzare la manovra verso gli attaccanti e l’Arezzo che portava palla per imbeccare Belloni, bravo a giocare fra le linee. La prima occasione è stata del Pisa al 5’, quando l’arbitro ha allungato un lancio di De Vitis per Lisi che ha tirato fuori di poco dalla sinistra. E all’11’ la curva nerazzurra è esplosa di gioia: corner di Gucher dalla sinistra con palla indietro per Di Quinzio, cross preciso dal vertice verso il centro dell’area dove lo stacco imperioso di Marconi non lasciava scampo a Pelagotti con palla nell’angolo lontano. E così terminava dopo 198’ l’imbattibilità della porta aretina.
L’Arezzo ha accusato il colpo, ma il Pisa, pur controllando la gara, non è riuscito ad addormentarla. E un paio di incertezze della difesa hanno dato coraggio agli amaranto, fino a che l’Arezzo è riuscito a colpire: era il 31’ quando un tiro di Serrotti, che era sembrato non irresistibile, è stato respinto corto da Gori, sulla palla si è avventato Cutolo e ha insaccato l’1-1.
L’inizio della ripresa era da incubo: buco improvviso sulla fascia destra della difesa pisana, un filtrante per Serrotti portava al cross basso sotto porta, Gori era bravo a respingere ma Brunori ribadiva in rete .
Ma è nelle circostanze difficili che si vedono i veri amici e le vere squadre, e la reazione del Pisa era rabbiosa quanto velenosa: Marconi in area arpionava un pallone all’apparenza innocuo e lo indirizzava verso Masucci, bravo ad anticipare Pinto che lo atterrava cercando di rinviare. Rigore netto, dal dischetto Marconi sparava a fil di palo alla destra di Pelagotti che intuiva ma non poteva arrivarci.
Eppure l’Arezzo era vivo, e gettava in campo quelle che sembravano le ultime energie, tanto da costruire due nette palle gol nel giro di un minuto fra il 9’ e il 10’: un salvataggio di Gucher sulla linea e un errore di mira su un mischione in area negavano all’Arezzo il nuovo vantaggio.
Ma il Pisa aveva qualcosa in più. E al 13’ calava l’asso: Di Quinzio raccoglieva una bella sponda volante di Marconi (letteralmente devastante sui palloni vaganti), invece di tirare metteva un sombrero pazzesco in testa al difensore e giunto davanti a Pelagotti infilava il 3-2 di controbalzo.
Non era finita però: come nei libri di Stephen King il mostro si materializzava quando tutto sembrava andare per il verso giusto. Era il 24’ quando Lisi agganciava un avversario che stava uscendo dall’area: il signor Camplone indicava il dischetto. Ma Gori non voleva proprio mettere in archivio questa partita senza un bel voto, e allora volava come un angelo sulla propria sinistra per spazzare fuori il penalty di Cutolo. 3-2, Pisa in volo e i cambi azzeccati di D’Angelo, che rivoluzionava anche l’attacco e con Liotti passava al 3-5-2 alzando gli argini, aiutavano a chiudere il match senza sussulti.
Ora, per raggiungere la finalissima, l’Arezzo dovrebbe vincere all’Arena con due o più gol di scarto. Ma attenzione: la squadra di Dal Canto sa creare pericoli in ogni circostanza, e il Pisa non dovrà quindi abbassare la guardia. —
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