Gioco
Auto-missile si infila nella vetrina del bar. La cassiera: "Non ha neanche chiesto scusa"
Pisa, incidente all’alba: il conducente (illeso) è passato sopra la rotonda. Un barista del locale: «Ho sentito un botto fortissimo, mi sono buttato a terra»
PISA. A vedere l’auto infilata dentro la pasticceria dopo aver centrato la porta a vetri, schivando il muro, pensare al miracolo è il minimo soprattutto se chi era alla guida è uscito senza aiuto dall’abitacolo.. È quello che è accaduto ieri intorno alle 6 all’automobilista al volante di una Fiat Punto, un 25enne pisano, protagonista di uno schianto spettacolare nella dinamica quanto fortunato per l’incolumità del giovane. Illeso dopo aver preso in pieno l’aiuola sull’Aurelia, essersi ribaltato e poi aver concluso la carambola dentro il bar pasticceria Lilli arrivando a lambire il bancone. L’auto è distrutta. Il guidatore intatto. È stato portato in ospedale solo per precauzione.
Modello e ballerino nelle discoteche, il 25enne era da solo in macchina. Dietro di lui un’auto con un gruppo di amici. Hanno assistito alla Punto trasformata in un missile che è andato a conficcarsi nella pasticceria. Nessun graffio per lui. Uno spavento da incubo per i dipendenti che stavano sistemando il locale per l’apertura delle 6,30.
Daniele La Corte era nei paraggi del bancone quando l’auto ha fatto irruzione nel bar. «Prima ho sentito il rumore dell’auto che si avvicinava – racconta –. Poi una botta fortissima con la vetrina in frantumi e i tavoli che saltavano in aria. Mi sono allontanato buttandomi a terra. Ho pensato ai miei colleghi che erano fuori a sistemare gli ombrelloni. Erano a pochi metri. Se si fossero trovati lungo la traiettoria della macchina sarebbero morti».
Il bar ha aperto regolarmente. Il personale si è sottoposto a un super lavoro per rimuovere vetri e rottami rimasti sul pavimento in attesa dei controlli di carabinieri e vigili del fuoco.
Nessuno si è fatto male nonostante una sequenza da film per uno schianto da brividi. La buona stella del 25enne ha fatto il suo dovere. Quello che resta e va calcolato sono i danni da pagare.
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«Poteva fare una strage». Debora Pecchioni, cassiera e moglie del titolare del Lilli, si intrattiene con i clienti e non può sottrarsi al racconto di quello che è successo ieri mattina. «Lui, l’automobilista, non si è fatto niente – spiega –. Mio marito era nel laboratorio e i ragazzi stavano sistemando per aprire. Dopo l’incidente è uscito da solo. Mi hanno detto che rideva. Non ha chiesto scusa, né si è informato sui danni che qualcuno dovrà, comunque, pagare».
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