Il Tirreno

Pisa

Ragazzina in ospedale per maltrattamenti: tolta alla famiglia e portata in comunità

Pietro Barghigiani
Ragazzina in ospedale per maltrattamenti: tolta alla famiglia e portata in comunità

Pisa, il medico del pronto soccorso pediatrico ha avvertito la polizia dopo aver visitato la minore. Attivati anche i servizi sociali

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PISA. Quando il medico del pronto soccorso pediatrico ha visitato la ragazzina il primo pensiero, dopo averla curata e tranquillizzata, è stato quello di chiamare la polizia. Una telefonata che ha avuto come effetto immediato il trasferimento della piccola in una struttura protetta a Viareggio.

È una storia ancora tutta da scrivere quella che si è materializzata nella sua fase embrionale nell’ospedale di Cisanello. Pochi passaggi, ma sufficienti a intercettare un disagio che meritava almeno due decisioni immediate: mettere in sicurezza la minore e dare il via alle indagini per capire cosa era successo prima dell’arrivo al pronto soccorso della ragazza. Lì il personale ha preso coscienza della condizione di una minorenne al di sotto dei 14 anni le cui conseguenze sanitarie potevano avere un’origine da dover approfondire.

Di qui l’attivazione del codice rosa e il coinvolgimento della polizia per mettere un punto fermo in una vicenda nella quale sullo sfondo ci sarebbe l’accusa di maltrattamenti in famiglia da parte almeno del padre e del fratello della studentessa di una scuola media pisana.

I servizi sociali erano a conoscenza di una situazione familiare delicata. Le difficoltà della ragazza a muoversi in un contesto di costrizioni e privazioni. Un ambiente in cui la serenità era una conquista coltivata, ma mai vissuta appieno. E così l’episodio avvenuto nel pomeriggio diventa l’effetto scatenante per fare chiarezza su quello che succede in quella casa dove una ragazzina spesso diventa il bersaglio dei familiari.

I sensori dei servizi sociali e la sensibilità del medico fanno il resto. La prima decisione è stata quella di trasferire la studentessa in una comunità per minori con disagi. Lontano da Pisa.

Ancora deve essere sentita dagli investigatori della questura che, dopo l’attivazione del codice rosa a tutela delle fasce deboli vittime di violenze o aggressioni, si sono presi in carico il suo tormento domestico.

Da quello che è stato possibile accertare non ci sono contestazioni di abusi sulla piccola. Sono i maltrattamenti, condotte ripetute nel tempo, l’oggetto dei riscontri che partiranno non solo sentendo le assistenti sociali, ma anche utilizzando il racconto della ragazza tolta da una famiglia che per quello che è stato possibile ricostruire nel corso della degenza al pronto soccorso le avrebbe riservato attenzioni violente, anche a livello psicologico.

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