Sicurezza
Morirono nel crollo del ponte Ieri avrebbero dovuto sposarsi
Alberto e Marta sono stati ricordati in chiesa con una cerimonia a loro dedicata Lavoravano a Cisanello. Il dottor Taddei: «Si erano conosciuti nel mio reparto»
pisa. Avrebbe dovuto trasformarsi nella quinta di una festa gioiosa con un giuramento davanti a Dio per un amore eterno. Ha accolto il ricordo di un dolore destinato a perpetuarsi nel tempo. Ieri nella chiesa delle Piagge sono stati ricordati Alberto Fanfani e Marta Danisi. Si dovevano sposare il 25 maggio il medico e l’infermiera morti nella tragedia del ponte Morandi a Genova il 14 agosto scorso.
«Questo non è un funerale, questo è un matrimonio. Il loro matrimonio» disse nella sua omelia padre Roberto Jokanovich nella funzione religiosa di addio alla coppia. Prima che i due prendessero la loro strada. Lui verso Firenze, lei a Sant’Agata di Militello in Sicilia.
Ieri pomeriggio i genitori di Alberto e Marta, gli amici, i colleghi di Cisanello si sono ritrovati per celebrare idealmente quelle nozze negate da un disastro sulle cui responsabilità è ancora aperta un’inchiesta.
Una cerimonia a cui non sono mancati il dottor Stefano Taddei, direttore della scuola di specializzazione di Medina interna. E il dirigente dell’unità operativa di Medicina Quarta a Cisanello, Marco Taddei.
«Si erano conosciuti nel mio reparto – spiega il dottore Taddei –. Come specializzando Alberto mi era stato mandato da Stefano Taddei. Nel frattempo Marta aveva lavorato da me per un paio d’anni e poi era entrata stabilmente all’ospedale di Alessandria. È stata una cerimonia molto bella, sentita. È stato ricordato che proprio oggi, ieri, ndr) si sarebbero sposati». Alberto, 32 anni, era specializzando al quarto anno di Medicina interna, Marta, 29 anni, infermiera a Cisanello fino al 2017. Poi l’assunzione ad Alessandria. Il giorno della tragedia i due, da Pisa, stavano andando in macchina al nord. Avrebbero passate le ferie insieme. Pensando a quando il 25 maggio del 2019 nella chiesa della città in cui si erano conosciuti si sarebbero sposati. Ci sono entrati, uno accanto all’altra, in quella chiesa pochi giorni dopo lo schianto del ponte. Per l’ultimo saluto. I genitori hanno voluto che il 25 maggio non rimasse una data vuota. Per loro, e gli amici di Alberto e Marta, ieri quel matrimonio negato dal destino c’è stato comunque. —
Pietro Barghigiani
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