Sicurezza
Irruzione di notte nella villa del professor Bartolozzi
I ladri hanno divelto la grata di una finestra e uno è entrato nel bagno di servizio Il medico: «Di sicuro era un tipo esile per infilarsi in quel passaggio così ridotto»
Ci hanno provato a rubare nella villa in pieno centro. Ma l’assalto è fallito grazie a un sistema d’allarme che ha confermato quanto la difesa passiva sia uno dei rimedi più efficaci per contrastare le scorribande dei ladri.
Il raid sfumato ha avuto come potenziale vittima il professor Carlo Bartolozzi, 71 anni, maestro della radiologia pisana, in pensione dal 2015 e insignito del premio del Cherubino nel 2011.
La sua villa, con giardino e piscina, è diventata l’obiettivo di chi è stato messo in fuga dall’antifurto.
Un bersaglio appetibile per i ladri rimasti sorpresi e neutralizzati da un sistema d’allarme che ha funzionato.
L’episodio è avvenuto venerdì, intorno alle dieci a mezzo di sera. In casa non c’era nessuno.
Il ladro o i ladri sono entrati nella proprietà entrando nel giardino a corredo della dimora che si sviluppa su due piani. Prima hanno tentato di forzare una porta sul retro.
Quindi, con un certo impegno utilizzando attrezzi non rinvenuti sul posto, hanno divelto la grata di una piccola finestra di una bagno di servizio.
Sradicata l’inferriata un ladro dalla corporatura esile si è infilato nel locale adibito a servizio igienico. E a quel punto l’allarme volumetrico ha fatto il suo dovere.
Non c’era più tempo per girare nelle stanze a caccia di soldi e gioielli.
La ritirata del bandito è stata fulminea. Con il lascito di una porta rotta e una finestra da riparare rimettendo al suo posto la grata. Sono scappati utilizzando una scala nel giardino con la quale hanno scavalcato la siepe.
«Hanno spaccato una porta tentando di entrare ma non ce l’hanno fatta – spiega il professor Bartolozzi –. Poi hanno rotto muro per togliere l’inferriata ed entrare bagno. La finestrella è molto piccola. Di sicuro era un ladro di taglia ridotta. Non hanno rubato per fortuna, ma i danni quelli ci sono. Quello che disturba è l’idea che potevano fare un’irruzione del genere anche quando eravamo in casa».
La villa del professionista aveva già solleticato gli appetiti delle bande che fanno razzìa in case e negozi.
«Era già successo un paio di anni fa – racconta il proprietario –. Anche in quella occasione avevano provato un’intrusione, ma scattò il volumetrico. Sfondarono porta che dà sul giardino, poi l’allarme suonò mettendoli in fuga. Qui negli ultimi tempi sono entrati in parecchie, anche in appartamenti senza giardino. Resto convinto che chi si è passato dalla finestrella possa essere un ragazzino. Un adulto non ce la fa a infilarsi in quel buco». —
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