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Pisa

la manifestazione 

Suona la sirena, il pianeta è a rischio estinzione

Danilo Renzullo
Suona la sirena, il pianeta è a rischio estinzione

Mille giovani in piazza per il secondo “sciopero globale” per il clima. «Il Comune ci ascolti e dichiari l’emergenza»

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PISA. Centinaia di cadaveri giacciono in piazza XX Settembre coperti da decine di cartelli che invitano governi ed amministrazioni locali a dichiarare l’emergenza climatica. Conseguenza estrema degli effetti catastrofici che l’inquinamento potrebbe avere sull’uomo: l’estinzione. A poche centinaia di metri, in piazza dei Cavalieri, da un mappamondo disegnato sul selciato prendono vita enormi alberi che, con foglie e fiori, proteggono e colorano il pianeta. Metafora, quest’ultima, di una “salvezza” difficile, ma ancora possibile. Vita o morte. Con la seconda che rischia di prevalere sulla prima in assenza di politiche a difesa dell’ambiente e del clima.

Le stesse che centinaia di giovani ieri mattina hanno nuovamente rivendicato durante il secondo sciopero globale per il clima dichiarato dal movimento Fridays for future che da novembre, sull’esempio dell’attivista svedese Greta Thunberg, manifesta per chiedere ai grandi del mondo di rispettare gli accordi internazionali che hanno sottoscritto prevedendo il dimezzamento delle emissioni di Co2 entro il 2030.

Dopo la manifestazione dello scorso 15 marzo, che all’ombra della Torre vide sfilare oltre 5mila persone, ieri un migliaio tra giovani e giovanissimi, adulti e bambini si sono dati appuntamento in piazza Vittorio Emanuele II. “Armati” di centinaia di cartelli, megafoni e del sostegno dell’Università di Pisa, della Scuola Normale, dei sindacati e di altre associazioni hanno attraversato il centro storico per chiedere di dichiarare “guerra all’effetto serra” e di praticare soluzioni concrete per combattere l’inquinamento e misure immediate per uno sviluppo sostenibile.

«Siamo di nuovo in piazza alla vigilia delle elezioni europee per chiedere che l’emergenza climatica sia messa in primo piano dai politici e che il futuro delle nuove generazioni sia una priorità - dice Bruno Fracasso, ventenne studente di biologia e promotore degli scioperi pisani, i primi che si sono svolti in Italia -. Chiediamo che questi argomenti siano inseriti nel dibattito politico, che questi siano i primi temi su cui basare l’azione politica. Siamo in piazza per far sentire la nostra voce, ma soprattutto per lanciare l’allarme: non c’è più tempo, occorre agire subito». Lo stesso allarme risuonato sotto Palazzo Gambacorti, dove una sirena ha scandito gli ultimi attimi di vita del pianeta, prima di essere avvolto nel silenzio con centinaia di corpi riversi a terra.

Un flash-mob, quello ideato dagli organizzatori del corteo, per spingere l’amministrazione comunale a dichiarare lo stato di emergenza climatica, seguendo l’esempio di altre città italiane.

Un appello per il pianeta materializzato in piazza dei Cavalieri con un enorme disegno che ritrae un mappamondo che genera e protegge la vita. –

Danilo Renzullo

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